Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla chiusura stagionale degli alberghi in particolare nel golfo dianese, che ha di fatto neutralizzato l’opportunità offerta dal ponte di Ognissanti, è intervenuto il presidente regionale degli albergatori Americo Pilati sulla Stampa:
“Dire che in Riviera, in questo periodo, pochi sono gli alberghi aperti è stato per commercianti e politici un invito a nozze per poter ancora una volta affermare che, se il turismo va male, la responsabilità è di quegli incapaci degli albergatori. Ma sulle chiusure degli esercizi alberghieri, magari concertate con le associazioni di categoria, bisogna immediatamente chiarire che il riposo, le ferie per noi albergatori sono l’ultimo dei pensieri.
Non siamo masochisti: e, se c’è da lavorare, teniamo gli hotel aperti, anche quando «non conviene», come invece ammettono altri operatori per giustificare mancate aperture di negozi, bar, pizzerie e ristoranti alla sera e nei giorni festivi. Ma, per spiegare una volta per tutte le problematiche della categoria, dobbiamo nostro malgrado di nuovo salire in cattedra, per fornire spiegazioni tutto sommato elementari.
È bene precisare che per molti di noi, ad eccezione di pochissimi casi, la stagione estiva è finita il giorno in cui si sono iniziate le scuole, cioè il 10 settembre: da quel momento in poi, abbiamo tenuto aperto, purtroppo senza possibilità di utili, soltanto per poter rispettare i contratti stabiliti con le agenzie di viaggio e i tour operator in vigore da marzo a ottobre. Ma il turismo delle comitive in autopullman ha come meta Montecarlo e la Costa Azzurra.
E allora, ai critici e alle istituzioni chiediamo qualche idea per portare qui, nel Savonese o nell’Imperiese, frotte di turisti in bus o di clienti con auto private nei periodi di «bassa stagione», cioè da marzo al 15 giugno, quando chiudono le scuole, e dal 10 settembre al 4 novembre. Qualcuno di noi resiste fino al 25 settembre (o fino al 3-4 di ottobre, se lavora con gli stranieri, per sfruttare il weekend che i tedeschi chiamano la «Festa delle patate»), poi però la maggior parte è costretta a chiudere perchè non ci sono clienti.
Quest’anno, è vero, c’era un lungo «ponte» anche in Italia, in coincidenza con Ognissanti e la ricorrenza del IV novembre. E qualcuno, dopo la pausa di ottobre, era tentato di riprendere l’attività proprio per questa circostanza. Ma le segreterie hanno dato risultati sconfortanti: pochissime richieste, nessuna prenotazione. Per quali motivi? Essenzialmente uno solo: quando le risorse finanziarie scarseggiano, nei limiti del possibile si cerca di non sprecare neppure un’ora di vacanza. E siccome le previsioni meteo erano incerte, molti si sono mossi soltanto all’ultimo, accontentandosi di un paio di giorni d’albergo.
E, infine, due domande ai vari assessori al Turismo. La prima: c’era, nella Riviera di Ponente, in questo periodo «di stanca», una qualche manifestazione, un qualche evento, un qualche avvenimento (tipo le grandi mostre d’arte, per fare un esempio, o anche soltanto i frantoi aperti da visitare, visto che siamo in una zona olearia) in grado di attirare gente qui da noi? La seconda: perchè accusare soltanto gli albergatori, quando sono chiusi anche negozi, bar e discoteche?”
Sono stato a fianco di Americo per quasi dieci anni, da quando fondando la Federalberghi Imperia contribuimmo a superare l’assurda separazione fra le associazioni albergatori della nostra provincia. Sono quindi sicuramente di parte, tuttavia la problematica rappresentata dal presidente regionale degli albergatori è un po’ la madre di tutti i problemi della nostra Riviera. Basta il clima a fare turismo ? Non più.
Quindi anche durante un autunno davvero mite, che vede le spiagge ancora affollate nei fine settimana è comunque necessario offrire alla clientela una vera occasione di fare turismo.
Sanremo, che è già più città delle altre località della costa, ha sempre avuto un mese di autonomia in più e gli alberghi stagionali tradizionalmente chiudono ai primi di novembre, e solo un paio di grandi alberghi si trovano a dover rispettare l’assurdo dettame di legge dei 70 giorni di chiusura consecutiva per mantenere lo status di stagionali.
Ci siamo però resi conto che la stagionalità si stava progressivamente contraendo anche nella nostra città ed abbiamo deciso di agire direttamente con il calendario manifestazioni, spostando investimenti ingenti nei fine settimana autunnali.
Così già quest’anno la città dei fiori ha offerto un intenso programma che ha coperto scientificamente ogni weekend:
28-30 settembre: Rally di Sanremo, Intercontinental Rally Challenge (ca 1500 arrivi turistici);
5-7 ottobre: Festival internazionale delle bande musicali (ca. 800 arrivi turistici);
12-14 ottobre: Festival internazionale dei giochi e Derby dei fiori di equitazione (ca. 1000 arrivi turistici);
25.10 – 6.11: Festival della Scienza (curato dall’Assessorato alla Cultura);
28.10 – 4.11: Mare Nostrum , incontri culturali ed esposizione-mercato di prodotti tipici dalla Sicilia.
1-4 novembre: Coppa del Mondo di Tiro a Volo e regata nazionale classe 420 (ca. 500 arrivi);
9-11 novembre: Premio Tenco, rassegna della canzone d’autore e campionato velico West Liguria
16-18 novembre: Jubilmusic, rassegna di musica cristiana;
28 novembre: 50 Canzonissime con Carlo Conti (ca. 300 arrivi)
30.11-9.12: Festival dei Sapori delle Alpi del Mare;
6-9 dicembre: Coppa del Mondo di Tiro a Volo (ca. 300 arrivi)
9 dicembre: Maratona del Mare;
14-23 dicembre: Trofeo città di Sanremo di biliardo sportivo (ca. 800 arrivi).
Insomma, giusto per restare in tema, anche in autunno a Sanremo “ogni giorno è un giorno speciale”.