appunti di turismo sanremese

il blog di igor varnero

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Era il 1874 quando l’Imperatrice di Russia, Maria Alexandrovna, scelse Sanremo per la sua convalescenza, dando inizio ad un innamoramento durato oltre quarant’anni: tanto che la comunità russa nella città dei fiori toccò quasi le 2000 persone alla vigilia della Rivoluzione d’ottobre.

Dagli anni Novanta in poi, la riscoperta della nostra città da parte dei turisti russi è stata costante, portando i flussi turistici delle Federazione Russa a diventare il primo mercato estero assoluto della città nei mesi estivi, indubbiamente per fatturato, ma addirittura anche per numero di presenze alberghiere.

Fortunatamente, non sono stati solo i turisti a riscoprire i nostri lidi, ma anche grandi uomini di cultura, come il Maestro Alexandr Kantorov, direttore principale dell’Orchestra statale Klassika di San Pietroburgo, che, prima incuriosito poi affascinato dal retaggio aulico di Sanremo, ne è diventato un frequentatore assiduo ed appassionato.

zarina Maria Alexandrovna

Il monumento alla zarina Maria Alexandrovna a Sanremo

Non si può non considerare un atto d’amore nei confronti di Sanremo, la proposta che il Maestro e il Marketing Club mi rivolsero nel 2007, nella mia veste di assessore, per donare alla città un monumento a ricordo del soggiorno della zarina. Evento coronato nel marzo del 2010 con un’inaugurazione emozionante a cui parteciparono le autorità della nostra città e della città di San Pietroburgo.

Così come è un grande atto d’amore nei confronti della nostra Riviera, la trasferta che questa settimana vede protagonista l’Orchestra Klassika al gran completo, con 46 professori e 15 coristi, e un seguito di autorità, giornalisti, appassionati di musica, sostenuti dal dipartimento della cultura della città di San Pietroburgo.

Una trasferta che è diventata un vero e proprio festival musicale intitolato al grande compositore russo Tchaikovsky, che soggiornò a lungo a Sanremo nel 1877/78, alla cui organizzazione hanno partecipato gli enti della nostra Riviera, dalla Provincia di Imperia al Comune di Sanremo, e a quelli di Imperia, Ventimiglia e Pieve di Teco, aprendo le più straordinarie location del nostro territorio.

E’ motivo d’orgoglio per la professoressa Marina Moretti e per me, aver partecipato attivamente al coordinamento delle relazioni fra gli Enti italiani e quelli russi, affinché questa straordinaria opportunità divenisse realtà.

Il mio augurio è che tutti i nostri concittadini capiscano l’eccezionalità di questo Festival, e vogliano premiare l’Orchestra Klassika affollando le sale dei concerti, che per dovere di ospitalità, sono tutti gratuiti, eccezion fatta per il Gran Galà, proposto comunque a prezzi popolari.

Per saperne di più: Festival musicale “L’Impero di Tchaikovsky”, il piccolo sito in lingua italiana e russa che abbiamo voluto dedicare alla manifestazione.

L’organizzazione dell’Eurovision Song Contest ha comunicato la candidatura dell’Italia a rientrare nella competizione 15 anni dopo la partecipazione con i Jalisse nel 1997.

Le prime indiscrezioni danno come certa la presenza della vincitrice di X-factor Nathalie quale rappresentante italiana.

L’Eurofestival è nato sul modello del Festival di Sanremo nel 1956, e per tradizione il rappresentate italiano designato è stato il vincitore o un finalista del Festival di Sanremo.

Non per nulla una clausola importante della convenzione in essere fra la RAI e il Comune di Sanremo prevede che in caso di assegnazione all’Italia dell’organizzazione della manifestazione, questa debba essere organizzata a Sanremo. Lettera morta quando la RAI snobbava sistematicamente la manifestazione… ma una clausola che si rivela ora preziosa per la nostra città.

— Aggiornamento —

Nel corso della conferenza stampa odierna al Festival di Sanremo, apprendiamo finalmente che l’Italia sarà rappresentata da un artista della kermesse canora per eccellenza, attraverso una scelta compiuta da una commissione costituita ad hoc. Un’ottima notizia: ora non resta che garantirsi che in Eurovisione (e in tutti i paesi collegati) l’artista italiano sia effettivamente presentato come proveniente dal Festival di Sanremo, augurandosi che la scelta sia buon viatico per un’eventuale vittoria finale, che farebbe approdare la manifestazione sui nostri lidi.

Dopo un mese di gennaio climaticamente (ed economicamente) negativo per Sanremo, il ritorno del sole ha coinciso con un ottimo risultato di ascolti del Corso Fiorito che ha portato la primavera nelle case degli italiani.

12:21:44  12:51:31     LINEA VERDE I PARTE      21,46%     3.396.000
12:55:54  13:26:53     LINEA VERDE II PARTE     22,49%     4.349.000

sanremo: corso fiorito 2010

Sanremo: corso fiorito 2010

Mi perdonerete un po’ di retorica, ma resta nella mia memoria il risultato del 2005, quando un Paolo Brosio in maniche di camicia celebrava il sole e i 18°C di Sanremo davanti a tutta l’Italia sepolta dalla neve, conquistando il record storico di Linea Verde con 5.900.000 spettatori. E’ stato il primo anno del ritorno del Corso Fiorito sul lungomare, con le riprese in campo lungo sulle palme e sulle vele che solcavano il Mar Ligure.

Anche la scorsa domenica abbiamo assistito ad un buon prodotto televisivo, che ha saputo esaltare i colori tersi della nostra Riviera, con i fiori, il mare, le vele… uno spot di valore incalcolabile nel pieno dei giorni della merla. Uno spot  che ha coiciso con gli alberghi di Sanremo e dintorni pieni di turisti, almeno per una notte, dopo settimane di magra.

Buona anche l’idea del mercatino di prodotti tipici, accanto a quello floreale tradizionale, anche perché aspettarsi che i negozi aprano quella domenica sembra un’impresa disperata…

Ecco, il grande limite del corso fiorito è l’impossibilità di mettere i carri in garage per tirarli fuori 3, 4, 5 volte come si fa a Viareggio, a Nizza, a Mentone: un limite oggettivo (ma anche la magia) del nostro corso carnevalesco che può essere visto solo un giorno nell’anno. E’ quindi difficile costruire un pacchetto turistico di più giorni. Da parte nostra ci avevamo provato con lo spostamento del Festival dei Fiori da novembre a gennaio: una collaterale ideale dei carri, che stava crescendo bene, e che poteva essere un elemento importante del pacchetto Sanremo in Fiore.

Nella logica di un pacchetto turistico più appetibile l’annunciato spostamento da gennaio ai primi di marzo, potrebbe permettere di agganciare nel medesimo weekend anche il Carnevale di Nizza e la Festa dei Limoni di Mentone (che godono di investimenti, anche promozionali, ben più grandi dei nostri), a patto che si sincronizzino le date senza sovrapposizioni.

Interessante in questo senso anche l’idea di replicare il corso due volte, una al sabato sera  e una alla domenica, come accade a Ventimiglia da qualche anno: da definire però le modalità per salvare i carri dall’assalto selvaggio del pubblico e la sostituzione dei fiori più delicati per la passerella televisiva della domenica.

Rispetto a questa scelta ci sono anche degli argomenti contrari. L’effetto promozionale della passerella televisiva a fine gennaio, nei giorni più freddi dell’anno, è sicuramente unico ed irripetibile, a marzo non sarebbe comunque la stessa cosa.

Il rischio principale tuttavia è relativo alla programmazione dei bus operator dato che il corso fiorito attira ogni anno 2-300 bus dall’Italia e dall’estero: una sovrapposizione con le sfilate in Costa Azzurra potrebbe mettere il nostro prodotto in secondo piano. Quindi prima di tutto riterrei utile un piccolo sondaggio fra gli operatori che oggi programmano il corso fiorito fra i loro viaggi.

Infine resta da risolvere il problema turistico del periodo che intercorre fra l’Epifania ed il Festival, perchè ormai la clientela invernale è in via d’estinzione e solo manifestazioni mirate e d’impatto potrebbero tenere a galla un mese strategico per la nostra città.

otto hofmann

La mostra di Hofmann a Genova

Palazzo Ducale di Genova è  il punto di riferimento culturale della nostra regione, capace di anno in anno di proporre un cartellone di mostre di grande spessore e con un buon gradimento di pubblico. In questi giorni e fino al 14 febbraio 2010 in cartellone c’è Otto Hofmann la poetica del Bauhaus”, che ha raggiunto nei giorni scorsi il traguardo dei 12.000 visitatori, in poco più di due mesi dall’inaugurazione. Questo l’incipit della presentazione della mostra:

Genova ricorda i 90 anni dalla nascita del Bauhaus con la più ampia retrospettiva mai realizzata su Otto Hofmann (1907-1996), artista tedesco tra i più interessanti del gruppo che condivise quell’esperienza nella celebre scuola a Dessau.

L’iniziativa, oltre a essere un diretto riconoscimento alla memoria di Otto Hofmann (1907-1996) – di cui è ricorso nel 2007 il centenario della nascita – rappresenta l’occasione per approfondire gli aspetti poetici dell’arte astratta nel XX secolo, attraverso l’opera di un artista che ben rappresenta quelle caratteristiche di interdisciplinarietà che hanno segnato le avanguardie europee del secolo scorso.

L’esposizione, ideata e curata da Giovanni Battista Martini, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con Goethe Institut Genua, con il sostegno della Compagnia di San Paolo,  prevede una esaustiva lettura dell’opera dell’artista e del suo percorso storico e creativo dagli anni 20 agli anni 90.

Questa mostra avrebbe dovuto nel 2007 inaugurare la stagione culturale del Palafiori di Sanremo, per celebrare il centenario della nascita di un grande artista del Novecento, che aveva eletto la Riviera, e più precisamente Pompeiana, a sua dimora, seguendo il percorso di tanti altri artisti europei del secolo precedente.

La nostra strategia di destination marketing era molto chiara e lineare: approfittare dei nuovi spazi del Palafiori per creare, in stretta collaborazione fra assessorati al turismo e alla cultura, un ciclo di mostre dedicate ad artisti di livello che avessero forti legami con la nostra città e la Riviera, al fine di attrarre nuovi flussi turistici motivati in bassa stagione e al contempo elevare l’offerta culturale destinata ai cittadini.

Così nel 2006 di concerto con l’assessore Daniela Cassini decidemmo di inserire questo progetto di Giovanni Martini, con il supporto del Goethe Institut, nel Programma Manifestazioni 2007. Salvo che l’iniziativa divenne pretesto per una contesa politica di basso livello: così la mostra venne affondata e la stagione delle mostre a Sanremo non cominciò mai. Mi fa quindi particolarmente piacere il fatto che questa esposizione a Genova sia premiata dal pubblico e che l’artista, che tanto ha amato la Riviera da rinunciare alla ribalta dei grandi palcoscenici, possa trovare il giusto riconoscimento.

Una piccola ma significativa rivincita rispetto alle polemiche pretestuose di quei giorni, anche se resta il rammarico per un’occasione persa per Sanremo per celebrare un grande artista che elesse la Riviera a sua casa, un’occasione persa per attrarre nuovi flussi turistici italiani e stranieri motivati dal turismo culturale e un’occasione persa per una straordinaria opportunità a livello di comunicazione sul mercato tedesco, che resta uno dei mercati di riferimento della nostra città.

Resto convinto che l’economia turistica di Sanremo, specie nel periodo invernale, abbia la necessità assoluta di nuove attrattive in campo culturale capaci di stimolare i turisti di prossimità (piemontesi, lombardi, emiliani, ma anche marsigliesi e lionesi) a trascorrere uno short-break nella nostra città… l’offerta di sole e mare non basta più!

Quando Marco Lupi, esponente della Lega Nord e presidente del Consiglio Comunale di Sanremo, lanciò l’idea di un’intera serata del Festival della Canzone Italiana dedicata al dialetto, trovai la cosa interessante anche se difficilmente percorribile considerate le tradizionali resistenze della Rai ad accettare un dialogo sulla formula della manifestazione.

Va riconosciuto che se da un lato è in gran parte merito della televisione se nel nostro Paese tutti oggi parlano l’italiano, è anche vero che la ricchezza delle mille tradizioni dell’Italia è anche nei tantissimi dialetti che ancora sono molto diffusi.

D’altra parte a testimoniare come la canzone dialettale abbia un profilo di tutto rispetto c’è la targa che il Club Tenco assegna da anni alla più interessante produzione dell’anno in dialetto.

L’idea quindi in sé è molto interessante e merita a mio avviso di essere orientata verso la realizzazione di una manifestazione a sé stante, il cui vincitore potrebbe poi fare una passerella sul palco dell’Ariston durante il Festivalone.

Un Festival della Canzone Dialettale sarebbe infatti capace di attrarre l’attenzione di addetti ai lavori, media e appassionati di tutta Italia e non solo. Quante sono infatti le comunità di connazionali all’estero dove si parla il dialetto dei bisnonni accanto alla lingua della nuova patria ?

Si avrebbero interessanti ricadute turistiche sulla città e una continuità nel solco di un progetto, che abbiamo coltivato sistematicamente nell’ultima legislatura, che sappia fare di Sanremo la vera città della musica (di tutte le musiche) per 12 mesi all’anno.

Quanto all’organizzazione abbiamo già una Sanremo Promotion che ha acquisito un notevole know-how nell’organizzazione di Sanremolab, senza dimenticare l’Orchestra Sinfonica di Sanremo…

Del Noce e Bonolis al festival 2009

E’ notizia di questi giorni la partenza di Fabrizio Del Noce dalla direzione di RaiUno, dopo aver firmato la più longeva direzione di rete di sempre: mi sembra doveroso tributargli un ringraziamento per aver costantemente creduto, aldilà del legittimo gioco delle parti, nella formidabile capacità di attrazione del binomio Sanremo e canzoni.

Per la verità il primo vero contatto che ebbi con Del Noce fu un’accesa discussione nel foyer del Teatro Ariston durante la terza serata del Festival 2005 (Bonolis I°): tanto per cambiare la discussione era a proposito dei bouquet di fiori di Sanremo che venivano sistematicamente snobbati dal conduttore… con contorno di avvocati della tivù di stato in veste di pompieri che si adoperarono a sensibilizzare gli autori rispetto agli impegni contrattuali con il Comune.

Da quella diatriba però è nato un rapporto improntato al rispetto reciproco, che ritengo abbia portato il rapporto fra la Rai e Sanremo ad una maturità compiuta con una serie di investimenti incentrati sulla canzone, che hanno permesso alla città di essere al centro dell’attenzione mediatica nazionale per sei mesi consecutivi sia nel 2008 sia nel 2009.

Nel 2008 in particolare dopo il flop di ascolti del Festival, pur condotto in maniera impeccabile dalla coppia Baudo – Chiambretti, è stato il direttore di rete a credere ancora in Sanremo proponendo il format di “Ti lascio una Canzone” e andando anche aldilà degli impegni contrattuali con il Comune.

Di quei giorni ricordo che si parlava di fine di un’epoca, dell’inevitabile declino di un brand consolidato come il Festival di Sanremo… e invece la scommessa di rilanciare sul piatto di Sanremo con il nuovo format del sabato sera contrapposto ad una corazzata come la Corrida.

I bravissimi cantanti bambini, gli ospiti di grande spessore e la conduzione della Clerici fecero il miracolo con un crescendo che portò la trasmissione dal 22 al 32% in cinque puntate.

Poi il resto è storia recente, con il rilancio del Festivalone, ancora una volta dato per morto e risorto dalle sue ceneri sotto la conduzione Bonolis – Laurenti, e la seconda edizione di “Ti lascio una Canzone” con nove puntate capaci di arrivare al 37% di share.

Il format in effetti sembra fatto su misura sul trinomio Canzoni – Sanremo – Teatro Ariston ed è stata un’incredibile scommessa vinta, dalla Rai e dalla città, che ha inoltre potuto ospitare centinaia di turisti attratti dai pacchetti proposti dagli alberghi in collaborazione con Comune e Rai.

All’indomani del record assoluto di ascolti della puntata di metà maggio della trasmissione, Del Noce, infatti, dichiarava: “Sono dati che fanno effetto. Questi sono risultati d’ascolti da Festival di Sanremo. [...] Questa e’ una delle trasmissioni che sento più mie. E pensare che ho dovuto combattere sia per mandarla in onda sia per farla condurre ad Antonella che all’inizio come lei stessa ha ammesso lo scorso anno era molto scettica. E’ una trasmissione che può essere considerata una vera appendice di Sanremo, perché ha un legame editoriale forte con il festival, con la città e soprattutto con il teatro Ariston, che è senz’altro una delle magie di questo programma.”

Queste parole, più di ogni altra considerazione, dimostrano ancora che Sanremo è e resta un asset fondamentale della musica e della televisione italiana. Il mio augurio è quindi che la nuova amministrazione sanremese e la nuova dirigenza Rai sappiano valorizzare al massimo questo potenziale.

EPT Poker
Si è conclusa da poche ore la tappa sanremese dello European Poker Tour, un evento di portata continentale che ha avuto il merito di rimettere un po’ in sesto l’anemica bilancia turistica di questo primo scorcio di 2009, ed è l’occasione per fare un primo bilancio della stagione turistica sanremese.

Purtroppo, archiviato il 2008, il nuovissimo Osservatorio Regionale al Turismo sembra in panne e non sta rilasciando le statistiche ufficiali sull’andamento della stagione, non ci resta quindi che fare delle valutazioni in base all’esperienza diretta e ad un empirico sondaggio fra colleghi.

Nel quadro di un inizio d’anno catastrofico per il movimento turistico nazionale, la nostra città si dimostra coriacea laddove le motivazioni per il viaggio sono molto forti, mentre sta subendo pesantemente la crisi del turismo classico: dai soggiorni climatici invernali dei seniors, ai weekend fuori porta della clientela individuale italiana, ai viaggi dei gruppi organizzati stranieri che tradizionalmente sceglievano la Riviera in primavera per un turismo di stampo culturale.

Quindi bene le feste comandate da un lato (Capodanno, Pasqua e i ponti di primavera) e i grandi eventi dall’altro (Corso Fiorito, Festival della Canzone, EPT). Ecco, se dal lato delle festività poco si può fare, il turismo degli eventi può essere una buona panacea per i mali del settore: certo ciò presuppone un importante investimento in termini di impegno e di denaro da parte del pubblico e una forte coesione da parte degli operatori privati.

L’EPT di Poker ha portato a Sanremo oltre 1100 giocatori (e relativi accompagnatori), che hanno affollato le sale del Casinò e la città per una settimana, portando un’ondata di gioventù (anche un po’ naif se vogliamo) e un discreto fiume di denaro nelle casse esangui della casa da gioco e degli operatori turistici cittadini, oltre a garantire una notevole esposizione mediatica.
Fra poco più di un mese, dal 12 al 26 giugno, Sanremo ospiterà un altro importante torneo: European Bridge League: quarta edizione di un torneo open biennale che ha toccato Mentone, Tenerife ed Antalya. Un evento di grandissima visibilità internazionale, che oltre alla durata di ben due settimane, prevede di ospitare circa 1200 giocatori al giorno negli spazi del Palafiori. E già si annunciano nomi eclatanti.

Conquistare eventi con grande partecipazione non è un mestiere facile (posso garantirlo con 4 anni e mezzo di esperienza alle spalle) e presuppone

  • una forte motivazione in primo luogo da parte del Comune, che è l’unico depositario del brand Sanremo, la cui forza internazionale continua ad essere formidabile, ed ha la credibilità istituzionale per confrontarsi con i grandi organizzatori.
  • l’organizzazione sistematica del sistema di accoglienza ed ospitalità, che si può conseguire solo con una collaborazione strettissima fra i soggetti pubblici preposti all’accoglienza e alla promozione e gli operatori privati.
  • la disponibilità di risorse adeguate, che devono essere messe in campo sia dagli enti locali e dai soggetti pubblici in genere, sia dagli stessi operatori privati, i quali devono passare da una logica passiva di attesa ad una logica attiva, facendosi essi stessi promotori della ricerca di nuovi flussi turistici.

Uscire da questa crisi non sarà affatto facile, ma ritengo che la crisi possa essere anche l’occasione (finalmente) per riuscire a modificare profondamente l’atteggiamento tradizionalmente passivo degli operatori turistici sanremesi. Presupposto essenziale perché pur in ristrettezze di bilancio anche il Comune e gli altri enti locali facciano la loro parte: viceversa sarà sempre più facile tagliare una manifestazione o una promozione, anche importante, piuttosto che fare delle scelte nel campo della gestione degli enti o della politica sociale.

Prendo spunto dall’incipit dell’articolo di Giampiero Moretti su La Stampa di oggi: “Fra una pedalata e l’altra, fra un tentativo di fuga e una volata, fra dure impennate e discese da brivido, fra immagini di ciclisti sudati e volti tirati in uno sforzo estremo, l’obiettivo delle telecamere della Rai e dell’Eurovisione, si è soffermato anche su spiagge affollate, giochi di bimbi, porticcioli pieni yacht, strade assolate e gente in maglietta assiepata dietro alle transenne in attesa del passaggio della «Classicissima». Tutti con il cappellino in testa per proteggersi dai raggi di sole. Un film, dal grande effetto di spot promozionale, che ha interessato tutta la Riviera, da Savona al traguardo di Sanremo, passando per Alassio, Laigueglia, Diano Marina, Imperia, Arma di Taggia. Tutte località turistiche dove ieri, alla faccia delle catastrofiche previsioni meteo annunciate, era davvero primavera.

Le nostre manifestazioni oltre ad essere un motore dell’economia per l’indotto che creano in città durante lo svolgimento, sono spesso anche un formidabile veicolo promozionale, non solo per Sanremo, ma per tutta la Riviera. E’ il caso della Milano-Sanremo, che giunta alla 99a edizione, viene trasmessa in diretta in tutta Europa e in diverse parti del mondo, attirando milioni di appassionati.

Quest’anno, poi, la cartolina che la tivù ha offerto della città di Sanremo è stata davvero formidabile, con l’arrivo baciato dal sole fra le palme del lungomare Calvino e le riprese che hanno a lungo indugiato sulle spiagge e sul mare.

Mario Cattaneo, attivissimo presidente della Sanremese Ciclismo 1904, che per la Gazzetta di occupa proprio dell’organizzazione dell’arrivo, era da qualche anno che premeva per lo spostamento del traguardo sul lungomare, forte della propria competenza ed anche della positiva esperienza del Tour Mediteranéen dell’anno scorso. Gli spazi più ampi, oltre a dare più respiro alla logistica della corsa, consentirebbero anche la realizzazione di un villaggio ospitalità, l’installazione di tribune e schermi giganti e di accogliere al meglio anche il contorno della gara, costituito dalla prova juniores e da quella amatori del circuito Gazzetta Challenge. Dall’altro lato il traguardo di via Roma ha dalla propria la tradizione, che nello sport conta sempre moltissimo.

Insomma, un esperimento andato per il meglio, che ci invita tuttavia a riflettere con attenzione al futuro di questa gara, che nel 2009 giugnerà alla centesima edizione.

Festival di Sanremo 2008

Leggo sulla Stampa: “A dispetto della crisi di ascolti, il Sanremo di Pippo Baudo va molto bene su I-Tunes, la più importante biblioteca discografica virtuale: per la prima volta il lunedì subito dopo la fine del festival ben sei canzoni presentate all’Ariston e due brani cantati dagli ospiti scelti da Baudo si piazzano nella top ten. [...] In pratica, solo 4 brani della top 20 non sono stati eseguiti all’Ariston.”

Un dato in linea con il formidabile recupero dei Finley e di Paolo Meneguzzi nel televoto, dopo che erano stati relegati nei bassi fondi della classifica dalla giuria di qualità e dalle giurie demoscopiche. Forza dei giovani che seguono questi artisti, ma che spesso sono indicati come estranei al pubblico televisivo del Festival.

Ancora si potrebbero analizzare (e cercheremo di farlo) i dati dei click su YouTube e delle ricerche su Google (ad oggi sono 2969 gli articoli sul Festival indicizzati da Google News versione italiana, ca. 150 in più dello scorso anno), per cominciare a renderci conto di un fenomeno importantissimo: il Festival perde telespettatori passivi, ma guadagna sul fronte del web.

Diventa strategico e non differibile disegnare una strategia complessiva sul web per diffondere il marchio del Festival.

Interessante infine il dato delle radio, dove in testa alla programmazione c’è Max Gazzè.

Presentazione Come Sanremo con Mike Buongiorno

Un ringraziamento a Mike Bongiorno e a Bruno Pizzul che hanno tenuto a battesimo la presentazione alla stampa della mostra Come Sanremo ieri allo IULM di Milano.

La mostra, che aprirà il 24 febbraio al Palafiori per concludersi il 13 aprile, consentirà di ripercorrere l’evoluzione del costume italiano nei 50 e più anni di storia del Festival di Sanremo. Sarà l’occasione per toccare per mano l’importanza di questa manifestazione in cui la società italiana si è specchiata e allo stesso tempo si è riflessa.

A nostro modo una risposta garbata per ribadire l’importanza di questo evento per il nostro Paese: un’importanza che trascende il valore delle canzoni e che si protrarrà a lungo nel futuro, nonostante i soliti gufi…