appunti di turismo sanremese

il blog di igor varnero

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Spagna: promozione Over55

Spagna: la promozione Over 55

Durante lo scorso inverno abbiamo assistito ad una campagna particolarmente aggressiva orchestra dal governo spagnolo sulle destinazioni invernali iberiche, Baleari e Costa del Sol in prima linea.

Con il contributo economico del governo e delle regioni, la Spagna ha lanciato una proposta dedicata agli over 55 :  solamente € 365,00 per il volo, il trasferimento da e per l’aeroporto, 7 notti in pensione completa in hotel 4 stelle con animazione e due gite incluse !

I risultati comunicati in questi giorni sono interessanti: oltre 50.000 arrivi dall’Europa (per oltre 500.000 presenze) da 15 mercati tra cui 6.000 dalla Romania, 7.500 dalla Polonia, 15.000 dalla Grecia e 6.000 arrivi dall’Italia. Tanto che già si annuncia il raddoppio della disponibilità di posti letto per il prossimo inverno.

Il progetto denominato “Tursimo Senior Europa” ha ricevuto un finanziamento di 11 milioni di Euro, di cui 6 apportati dallo Stato spagnolo e 2,5 da ciascuna delle due regioni, Andalucia e Baleari. In soldoni a consuntivo si è trattato di un contributo di ca. € 22 euro a presenza, pari ad un abbattimento di ca. il 30% del costo finale del pacchetto… una bella cifra. Il target dell’iniziativa sono stati i mercati considerati emergenti per il turismo invernale iberico: Francia, Italia, Portogallo, Austria, Belgio, Olanda, Danimarca, Irlanda, Grecia,  Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Bulgaria e Romania. Hanno partecipato 40 alberghi, 50 tour operators e 22 linee aeree.

E’ del tutto evidente che senza l’incentivo economico statale, questi prezzi sarebbero stati improponibili, ed è altrettanto evidente che il sistema ricettivo italiano (ed in particolare quello del ponente ligure, la nostra classica destinazione invernale) è totalmente fuori gioco. Già infatti la clientela invernale straniera è un’assoluta rarità sulla Riviera dei Fiori e la Riviera delle Palme, ma ora anche il bacino nazionale è preda della concorrenza straniera. Non basta infatti il primo tentativo timido di promozione invernale orchestrata dalla Liguria sul mercato nazionale, con alcuni passaggi televisivi e il lancio del sito liguriainverno.com

Di fronte ad una concorrenza così aggressiva ed in assenza di una vera strategia nazionale e regionale dotata di adeguate risorse economiche, l’unica opzione possibile per gli operatori turistici liguri è quindi l’abbandono progressivo ed inesorabile della stagione invernale, riducendo l’apertura ai mesi da aprile a settembre: però se chiudono gli alberghi… chiudono anche le località.

otto hofmann

La mostra di Hofmann a Genova

Palazzo Ducale di Genova è  il punto di riferimento culturale della nostra regione, capace di anno in anno di proporre un cartellone di mostre di grande spessore e con un buon gradimento di pubblico. In questi giorni e fino al 14 febbraio 2010 in cartellone c’è Otto Hofmann la poetica del Bauhaus”, che ha raggiunto nei giorni scorsi il traguardo dei 12.000 visitatori, in poco più di due mesi dall’inaugurazione. Questo l’incipit della presentazione della mostra:

Genova ricorda i 90 anni dalla nascita del Bauhaus con la più ampia retrospettiva mai realizzata su Otto Hofmann (1907-1996), artista tedesco tra i più interessanti del gruppo che condivise quell’esperienza nella celebre scuola a Dessau.

L’iniziativa, oltre a essere un diretto riconoscimento alla memoria di Otto Hofmann (1907-1996) – di cui è ricorso nel 2007 il centenario della nascita – rappresenta l’occasione per approfondire gli aspetti poetici dell’arte astratta nel XX secolo, attraverso l’opera di un artista che ben rappresenta quelle caratteristiche di interdisciplinarietà che hanno segnato le avanguardie europee del secolo scorso.

L’esposizione, ideata e curata da Giovanni Battista Martini, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con Goethe Institut Genua, con il sostegno della Compagnia di San Paolo,  prevede una esaustiva lettura dell’opera dell’artista e del suo percorso storico e creativo dagli anni 20 agli anni 90.

Questa mostra avrebbe dovuto nel 2007 inaugurare la stagione culturale del Palafiori di Sanremo, per celebrare il centenario della nascita di un grande artista del Novecento, che aveva eletto la Riviera, e più precisamente Pompeiana, a sua dimora, seguendo il percorso di tanti altri artisti europei del secolo precedente.

La nostra strategia di destination marketing era molto chiara e lineare: approfittare dei nuovi spazi del Palafiori per creare, in stretta collaborazione fra assessorati al turismo e alla cultura, un ciclo di mostre dedicate ad artisti di livello che avessero forti legami con la nostra città e la Riviera, al fine di attrarre nuovi flussi turistici motivati in bassa stagione e al contempo elevare l’offerta culturale destinata ai cittadini.

Così nel 2006 di concerto con l’assessore Daniela Cassini decidemmo di inserire questo progetto di Giovanni Martini, con il supporto del Goethe Institut, nel Programma Manifestazioni 2007. Salvo che l’iniziativa divenne pretesto per una contesa politica di basso livello: così la mostra venne affondata e la stagione delle mostre a Sanremo non cominciò mai. Mi fa quindi particolarmente piacere il fatto che questa esposizione a Genova sia premiata dal pubblico e che l’artista, che tanto ha amato la Riviera da rinunciare alla ribalta dei grandi palcoscenici, possa trovare il giusto riconoscimento.

Una piccola ma significativa rivincita rispetto alle polemiche pretestuose di quei giorni, anche se resta il rammarico per un’occasione persa per Sanremo per celebrare un grande artista che elesse la Riviera a sua casa, un’occasione persa per attrarre nuovi flussi turistici italiani e stranieri motivati dal turismo culturale e un’occasione persa per una straordinaria opportunità a livello di comunicazione sul mercato tedesco, che resta uno dei mercati di riferimento della nostra città.

Resto convinto che l’economia turistica di Sanremo, specie nel periodo invernale, abbia la necessità assoluta di nuove attrattive in campo culturale capaci di stimolare i turisti di prossimità (piemontesi, lombardi, emiliani, ma anche marsigliesi e lionesi) a trascorrere uno short-break nella nostra città… l’offerta di sole e mare non basta più!

Forum italiano del turismo

Forum italiano del turismo

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, che ebbi l’onore di aprire nella veste di padrone di casa, quest’anno la Confcommercio-Confturismo ha rilanciato con l’organizzazione affidata alla Fourtourism di Josep Ejarque.

In primo luogo devo ammettere che l’evento è cresciuto nettamente a livello di contenuti, riuscendo in un buon mix fra il profilo di evento politico-mediatico e il profilo formativo, con anche due importanti ospiti spagnoli, che hanno portato un contributo interessante al dibattito sui nuovi trend del nostro settore a livello internazionale.

Poi però non si può non condividere la bacchettata arrivata dal sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, che ha messo il dito nella piaga per la modesta partecipazione di operatori privati e rappresentanti politici  locali. Evidentemente la strada è ancora lunga: restiamo i campioni del mugugno, ma nel momento in cui si hanno occasioni di confronto e di apprendimento, evidentemente la voglia di applicarsi latita…

E’ il motivo per cui occorre cogliere l’invito a perseverare nell’organizzazione di questo evento, con l’obiettivo di riuscire a scalfire questo muro di gomma che porta i nostri colleghi a rinchiudersi nelle proprie aziende rifuggendo qualsiasi momento di coesione e confronto, che significa anche rinunciare alla propria crescita professionale ed imprenditoriale.

Una personale soddisfazione è stata quella della definitiva consacrazione dell’aeroporto di Nizza come aeroporto di riferimento per il nostro territorio, perché purtroppo ciò che è ovvio nella realtà, spesso lo è molto meno nella sfera politica. La prima volta in cui come Federalberghi invitammo le amministrazioni a definire un progetto per migliorare i collegamenti con lo scalo francese fu nel lontano 2001. Poi nel 2005, una volta entrato in amministrazione, sancimmo l’accordo con l’aeroporto nel corso di un incontro ufficiale… salvo che ci vollero due anni per reperire le risorse per aprire un nostro punto di accoglienza (poi subito chiuso la scorsa primavera) e solo ora sono arrivate le risorse per le navette. Nel mezzo una stucchevole e a tratti comica querelle politica sul dualismo fra gli aeroporti di Nizza e di Albenga: come se le infrastrutture si dovessero annullare l’una con l’altra e non integrare insieme. Bene, oggi sono davvero contento che, pur con 9 anni di ritardo, nel 2010 un progetto di accoglienza e trasporto dallo scalo di Nizza decollerà finalmente dandoci l’opportunità di ampliare sensibilmente il nostro bacino di prossimità.

Ora però mettiamoci in moto per reperire le risorse necessarie per attivare operazioni di co-marketing con le linee aeree che volano su Nizza finalizzate a promuovere la nostra destinazione sui bacini della domanda, perché viceversa il progetto resterà sempre zoppo e si svilupperà sempre al di sotto delle potenzialità.

Poi mi auguro che anche il progetto relativo al TGV vada avanti e trovi le corrette alleanze a livello governativo, perché l’unica soluzione a breve termine per il nostro cronico problema dei trasporti risiede in un collegamento più stretto con le infrastrutture della vicina Costa Azzurra. Naturalmente mi auguro anche che a medio termine questi collegamenti possano integrarsi con il raddoppio della linea ferroviaria ligure, con il collegamento ad alta capacità Genova-Milano e con il bypass autostradale di Genova…

Aggiornamenti.

Al Forum era invitato come relatore anche il direttore regionale di Trenitalia, che però non è mai arrivato. Lì per lì ironizzammo sul fatto che magari non avesse “trovato” un treno diretto da Genova a Sanremo, ma alla luce del nuovo orario invernale che ha di fatto cancellato i due Eurocity Milano – Nizza intestando i treni  a Ventimiglia, l’assenza appare quantomeno strategica. Così nel giro di 12 mesi le nostre ferrovie sono riuscite nel capolavoro di eliminare tutti e tre i treni diretti fra Nizza e la Riviera: non so come definire la cosa se non come un autentico sabotaggio degli interessi economici del nostro settore e del nostro territorio!

D’altro canto sul Secolo XIX di oggi apprendiamo che la nostra Riviera Trasporti si sta attivando per ottenere le autorizzazioni per gestire la navetta per l’aeroporto e avrebbe anche avviato contatti con le linee aeree che utilizzano lo scalo francese. Un suggerimento: estendere il collegamento anche al centro di Nizza, trasformando la navetta anche in linea turistica, senza precluderne la velocità di esercizio.


La Riviera dei Fiori dal satellite

La Riviera dei Fiori dal satellite

Il Comunicato stampa ufficiale recita: “Nasce il Consorzio Turistico Riviera dei Fiori gli operatori privati della provincia di Imperia propongono un interlocutore privilegiato alle istituzioni in materia di promo-commercializzazione.

Uno storico accordo fra Confcommercio e Confesercenti ha permesso di battezzare il nuovo Consorzio Turistico Riviera dei Fiori, che è il primo caso di consorzio di secondo livello della nostra provincia. Si definisce di secondo livello poiché i soci sono altri consorzi di imprese della filiera turistica e non singoli operatori.

Il Consorzio ne diventa di fatto il rappresentante ufficiale nei confronti delle istituzioni per tutte le materie che riguardano la promozione e la commercializzazione del prodotto turistico della Riviera dei Fiori. Il principale interlocutore sarà il Sistema Turistico Locale Riviera dei Fiori e a seguire tutti i soggetti pubblici che si occupano della promozione del turismo.

L’obiettivo dell’attività del Consorzio sarà da un lato il coordinamento dell’attività dei consorzi esistenti, promuovendone lo sviluppo, dall’altro far crescere in maniera sensibile la collaborazione fra pubblico e privato nel settore del turismo.

I soci fondatori del Consorzio Turistico Riviera dei Fiori sono il Consorzio Riviera Holidays, il Consorzio Touristcomm Service, il Consorzio Riviera Incoming, che raccoglie un gruppo di agenzie di viaggio ricettive.

Presidente del neonato Consorzio è Igor Varnero, che vanta una lunga militanza in Federalberghi ed è reduce dal ruolo di assessore al turismo del comune di Sanremo, coadiuvato dal presidente del Consorzio Riviera Incoming, Ino Bonello, nella veste di vicepresidente.

Fanno parte del consiglio di amministrazione Claudio Roggero, direttore di Confcommercio, Piero De Negri, direttore di Confesercenti, Gianfranco Roggeri, presidente del Consorzio Riviera Holidays, e Guja Boriani, responsabile del Consorzio Touristcomm.”

Fin qui il comunicato stampa. Mi preme aggiungere che dopo l’esperienza politica al massimo livello, mi fa molto piacere tornare nel modo associativo imprenditoriale da cui provengo e a cui mi sento di appartenere. Un ringraziamento sentito alla stampa locale (Secolo XIX, La Stampa, Sanremonews) che ha dato ampio rilievo alla notizia.

Sanremo Saldi Estivi 2009

Sanremo Saldi Estivi 2009

Abbiamo sentito il presidente Obama affermare nei mesi scorsi che l’attuale grave crisi può essere foriera di opportunità… domani a Sanremo assisteremo (finalmente) ad una apertura serale voluta direttamente dai commercianti, dopo le aperture straordinarie ottenute a fatica dall’amministrazione precedente in occasione delle 4 edizioni della Notte Bianca firmata Pepimorgia.

Sul blog proprio un anno fa affermavo che shopping e turismo sono un binomio vincente e che una Notte dei Saldi in occasione dell’inizio delle svendite estive potrebbe destare l’attenzione dei media nazionali e del turismo. Certo ancora siamo lontani da un’idea così “londinese”, però va riconosciuto il merito al neo Sindaco Zoccarato di essere subito partito all’assalto chiedendo un impegno chiaro ai commercianti sanremesi perché contribuiscano ad animare le serate estive con aperture straordinarie dei negozi.

Agli occhi dell’osservatore che magari non conosce la nostra realtà da vicino, l’evento dell’apertura serale dei negozi in una località turistica può apparire come la cosa più normale del mondo, ma per una destinazione “conservatrice” come Sanremo si tratta di una virata epocale, considerando la fortissima resistenza al cambiamento che è tipica dei sistemi economici parcellizzati dove manca una governance unitaria.

L’unico rammarico è il fortissimo ritardo con cui questa iniziativa è stata presa, che non ha consentito agli operatori del turismo di comporre dei pacchetti turistici ad hoc, ma in ogni caso crediamo che la via intrapresa sia quella giusta e ci auguriamo che si prosegua senza ripensamenti e con maggiore programmazione.

Leggo sul periodico specializzato L’hôtellerie le dichiarazioni di Christine Lagarde, ministro francese  dell’economia:
«Ce matin nous lançons le début d’une histoire. L’histoire d’une promesse tenue, celle faites par Nicolas Sarkozy d’obtenir l’autorisation de Bruxelles d’appliquer le taux réduit de TVA. L’histoire d’un engagement réciproque entre le gouvernement et les organisations professionnelles du secteur concrétisé dans le contrat d’Avenir. L’histoire de la responsabilité des professionnels qui repose sur la confiance. »

L’evento storico è l’abbattimento dell’IVA sulla ristorazione al 5,5% dal precedente 19,6%, allineandola all’IVA sui servizi alberghieri. Da oggi la Francia è il paese europeo con la tassazione sui consumi più bassa nel settore del turismo: 5,5% contro il 7% della Spagna, l’8% della Grecia e il 10% dell’Italia.

Il governo francese rinuncia così ad un gettito potenziale di ca. 3 miliardi di Euro, puntando a ridare vigore ad uno dei settori chiave della sua economia: la Francia è pur sempre il primo paese al mondo per presenze turistiche straniere e gli occupati nel solo settore della ristorazione sono ca. 900 mila.

Le associazioni di categoria da parte loro comunicano un impegno al ribasso delle tariffe dei ristoranti fino al 20%, un aumento dei salari di qualche punto percentuale con l’aggancio del premio di risultato al fatturato aziendale e stimano un aumento di ca 40 mila posti di lavoro nel prossimo biennio.

Per noi che operiamo a una decina di chilometri dal confine francese, questa importante manovra fiscale si traduce in un ulteriore gap in termini di competitività con la Costa Azzurra: non bastassero la minore pressione fiscale sul lavoro, il minor costo dell’energia, la migliore rete infrastrutturale, la più qualificata organizzazione per la promozione del territorio… l’augurio è che anche le nostre istituzioni comprendano che il ruolo del turismo in un’economia globale è assolutamente strategico per il paese e necessita di un sostegno straordinario nell’attuale congiuntura. A maggior ragione nelle aree di confine che risentono della concorrenza fiscale fra stati.

Debutta la Aipmt, Associazione italiana professionisti e manager del turismo.

Gli obiettivi dell’associazione sono quello di diventare luogo di collaborazione, scambio di conoscenza, di formazione e crescita per chi opera nel turismo sia in ambito pubblico che privato e proporre un contributo allo sviluppo e al miglioramento della competitività turistica italiana sia a livello locale e regionale sia sul territorio nazionale.

L’Aipmt vuole, inoltre, favorire ogni ricerca utile per migliorare la professionalità e la capacità tecnica nelle aree del management, del marketing e della pianificazione turistica, fornendo agli attori coinvolti un supporto e promuovendo servizi e attività specifici.

Sono previsti inontri con scadenza annuale, tra cui il Summit della comunicazione nel turismo, il Summit del turismo per i Comuni e il Summit del turismo nelle Regioni che avrà luogo il prossimo 4 giugno ad Ascoli Piceno.

Il presidente è Josep Ejarque, già manager degli enti del turismo di Barcellona, Torino e del Friuli, ed oggi presidente di Fourtourism: “È necessario che i professionisti del turismo operino in sinergia per aumentare le reciproche conoscenze e la condivisione di esperienze professionali rispondendo ad una logica di maggiore professionalità”.

Si tratta di un’associazione nuova che si propone di mettere al primo posto la professionalità in un settore che nel nostro paese è sempre stato dominato dal faidate. Un approccio manageriale è assolutamente imprescindibile se si vuole seriamente rilanciare un settore chiave dell’economia del nostro Paese. Sono davvero onorato quindi di essere fra i membri di questa neonata associazione.

Il Consorzio Italy Bike Hotels, che riunisce un centinaio di alberghi italiani con servizi specifici per cicloturisti, ha stretto una partnership con Garmin, azienda che si occupa della realizzazione di navigatori satellitari per un progetto comune di promozione e servizi per la crescita del cicloturismo. La sede italiana di Garmin, infatti, svilupperà un database contenente l’elenco completo delle strutture affiliate al consorzio Italy Bike Hotels così da poter tracciare una mappa completa dei percorsi e delle strutture adatte all’ospitalità dei cicloturisti. Inoltre, negli hotel aderenti all’iniziativa sarà possibile noleggiare un gps Garmin.

Il nostro albergo, unico nella provincia di Imperia, è fra i fondatori di Italy Bike Hotels, nata nel 2001 a Rimini, sulla esperienza dei Riccione Bike Hotels. Ho sempre creduto che l’unione fa la forza, a maggior ragione quando si tratta di condividere il know how e la spinta promozionale.

IBH è un consorzio all’avanguardia per quanto riguarda gli strumenti di marketing per il segmento dei bikers e credo che l’esperienza maturata possa essere preziosa, ora che la nuova pista ciclabile del Parco costiero del Ponente ligure rilancia con forza l’immagine di una Riviera a misura di ciclista. Certo mi auguro che lo sforzo promozionale degli enti (Area 24, Comune, Provincia e Regione) sia all’altezza delle potenzialità della nuova infrastruttura.

Purtroppo la scelta della gestione commissariale di tagliare i fondi e quindi di fatto di eliminare la Maratona del Mare non va proprio nella direzione di promuovere il nuovo percorso ciclo-pedonale. La Maratona infatti si svolgeva interamente sul nuovo tracciato, diventandone una vetrina eccezionale a pochi giorni dall’inizio dell’inverno.

La scelta di acquisire alla città la Maratona derivò infatti da un’analisi strategica finalizzata a promuovere il nuovo Parco costiero fra gli appassionati di attività sportive all’aperto in un periodo che anticipasse l’inverno, stagione tradizionalmente favorevole al turismo in Riviera. La scelta cadde su una maratona, anche in considerazione del fatto che le caratteristiche del tracciato ex-ferroviario non si prestano a competizioni ciclistiche, eccezion fatta forse per una cronometro in linea.

Il nostro obiettivo era in pochi anni di portare migliaia di persone a gareggiare sul percorso, in modo che poi tornassero a casa e ne parlassero con gli amici, oltre ad ambire ad avere un evento degno dell’attenzione della televisione. Ottenere una Maratona a calendario italiano era costato uno sforzo di oltre due anni di lavoro per Assessorato e Sanremo Promotion, dato che la Federazione aveva viceversa l’orientamento a contrarre il numero degli eventi.

Eppure riuscimmo con l’AS Foce ad avere l’ultima gara ammessa prima della moratoria, andando addirittura ad occupare il ponte di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata, data tradizionale della ben più blasonata Maratona di Milano.

La prima edizione nel 2007 ebbe come partente con il n.1 addirittura Gianni Morandi e la seconda edizione del 2008, unita ad una mezza maratona, ha sfondato il migliaio di partecipanti. E della Maratona di Sanremo si è cominciato a parlare nell’ambiente, tanto che qualche settimana fa alla MITT di Mosca un agente di atleti di livello internazionale mi chiese addirittura informazioni per portare i suoi alla competizione 2009… che però non ci sarà.

Per il successo del Parco costiero, io credo che da parte degli albergatori della Riviera sia doveroso fare uno sforzo per adeguarsi agli standard necessari ad ospitare gli appassionati degli sport all’aria aperta, ma da parte del Comune di Sanremo  e degli altri enti sia necessario tornare ad investire su un evento simbolo annuale che faccia da reale traino della nuova infrastruttura, per il quale non bastano tradizionali conferenze stampa, seppur in sedi prestigiose.

Ho trovato interessanti alcune valutazioni di Milano Finanza fatte a margine dell’offerta odierna di Ryanair per una fusione con il vettore tradizionale irlandese Aer Lyngus.

In uno scenario che vede i vettori sempre più in difficoltà, Ryanair invece registra risultati solidi. Sul suo esercizio 2007/2008 il risultato operativo si è attestato a 537 milioni di euro, contro 472 milioni di un anno prima, per un totale di 2,71 miliardi di euro (in rialzo del 21%).

Il traffico passeggeri quest’anno è cresciuto di quasi il 20%, con un totale di 50,9 milioni di persone. Ryanair conta di raggiungere 65 milioni di passeggeri l’anno prossimo. Recentemente il numero uno della compagnia, Michael O-Leary ha stimato che il gruppo avrebbe approfittato della recessione economica in Europa.

”Ogni volta che c’è una recessione, Ryanair cresce più rapidamente e diventa più profittevole”, ha spiegato O-Leary, “la domanda per dei viaggi più economici crescerà, compresa quella degli uomini d’affari che rappresentano già il 45% della clientela”.

Se questo è lo scenario, possiamo trarre la conclusione che la crisi acuisca la sensibilità al prezzo da parte del consumatore finale (il che è abbastanza ovvio), ma potrebbe non diminuirne il desiderio di viaggiare.

Quale 2009 ci attende ?

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In questi giorni, seguiti al crollo finanziario mondiale, al WTM si cominciano a fare le prime previsioni sull’andamento del turismo per il prossimo biennio. Mi sembra importante provare a riflettere sui possibili scenari del mercato dei prossimi mesi, mettendo insieme un po’ di notizie che arrivano dalla stampa specializzata.

Jaen-Claude Baumgarten, presidente e ceo del Wttc, prevede un calo del PIL del turismo dell’1% a livello globale nel 2009, con una possibile ripresa solo nel 2010.

Allarmante, una nota del gruppo TUI in cui si annuncia la predisposizione di “piani di riduzione capacità per l’estate 2009 nel caso in cui la domanda tedesca di vacanze si riduca sensibilmente”. Il che immagino vorrà dire meno voli per TUIfly e per LTU, meno crociere per TUIcruises, ma di più difficile interpretazione la ricaduta sulle attività alberghiere RIU e Grecotel e per il settore agenzie di viaggio e tour operating.

Si prepara a ridurre la capacità anche Abu Dhabi, nonostante gli introti petroliferi, poiché saranno rivisti i progetti in corso, con il rinvio della realizzazione di alcuni nuovi resort.

E’ indubbio che lo scenario globale non sia per niente positivo e che le previsioni possono essere piuttosto peggiorative per la nostra Riviera. Va infatti tenuto conto il 28° posto mondiale dell’Italia quanto a competitività nel turismo e la scarsa competitività del sistema turistico ligure all’interno dello stesso quadro nazionale.

Riacquisire competitività in tempi di magra significa indubbiamente investire sul prodotto e al contempo agire sulla leva del prezzo. Quest’ultimo sembra essere la visione di Euromonitor, che evidenzia la crescita del “low cost” come fenomeno turistico di massa, anche nel turismo d’affari, con la previsione di una crescita delle quote di mercato dei vettori e degli alberghi a basso costo.

E’ un momento in cui servono grandi investimenti pubblici nel campo delle infrastrutture, delle manifestazioni e della promozione per sostenere il sistema delle piccole e piccolissime imprese che costituiscono l’ossatura del sistema turistico italiano, per le quali la riduzione della “capacità” è solo sinonimo di chiusura.