appunti di turismo sanremese

il blog di igor varnero

Visualizza gli articoli in cultura

Era il 1874 quando l’Imperatrice di Russia, Maria Alexandrovna, scelse Sanremo per la sua convalescenza, dando inizio ad un innamoramento durato oltre quarant’anni: tanto che la comunità russa nella città dei fiori toccò quasi le 2000 persone alla vigilia della Rivoluzione d’ottobre.

Dagli anni Novanta in poi, la riscoperta della nostra città da parte dei turisti russi è stata costante, portando i flussi turistici delle Federazione Russa a diventare il primo mercato estero assoluto della città nei mesi estivi, indubbiamente per fatturato, ma addirittura anche per numero di presenze alberghiere.

Fortunatamente, non sono stati solo i turisti a riscoprire i nostri lidi, ma anche grandi uomini di cultura, come il Maestro Alexandr Kantorov, direttore principale dell’Orchestra statale Klassika di San Pietroburgo, che, prima incuriosito poi affascinato dal retaggio aulico di Sanremo, ne è diventato un frequentatore assiduo ed appassionato.

zarina Maria Alexandrovna

Il monumento alla zarina Maria Alexandrovna a Sanremo

Non si può non considerare un atto d’amore nei confronti di Sanremo, la proposta che il Maestro e il Marketing Club mi rivolsero nel 2007, nella mia veste di assessore, per donare alla città un monumento a ricordo del soggiorno della zarina. Evento coronato nel marzo del 2010 con un’inaugurazione emozionante a cui parteciparono le autorità della nostra città e della città di San Pietroburgo.

Così come è un grande atto d’amore nei confronti della nostra Riviera, la trasferta che questa settimana vede protagonista l’Orchestra Klassika al gran completo, con 46 professori e 15 coristi, e un seguito di autorità, giornalisti, appassionati di musica, sostenuti dal dipartimento della cultura della città di San Pietroburgo.

Una trasferta che è diventata un vero e proprio festival musicale intitolato al grande compositore russo Tchaikovsky, che soggiornò a lungo a Sanremo nel 1877/78, alla cui organizzazione hanno partecipato gli enti della nostra Riviera, dalla Provincia di Imperia al Comune di Sanremo, e a quelli di Imperia, Ventimiglia e Pieve di Teco, aprendo le più straordinarie location del nostro territorio.

E’ motivo d’orgoglio per la professoressa Marina Moretti e per me, aver partecipato attivamente al coordinamento delle relazioni fra gli Enti italiani e quelli russi, affinché questa straordinaria opportunità divenisse realtà.

Il mio augurio è che tutti i nostri concittadini capiscano l’eccezionalità di questo Festival, e vogliano premiare l’Orchestra Klassika affollando le sale dei concerti, che per dovere di ospitalità, sono tutti gratuiti, eccezion fatta per il Gran Galà, proposto comunque a prezzi popolari.

Per saperne di più: Festival musicale “L’Impero di Tchaikovsky”, il piccolo sito in lingua italiana e russa che abbiamo voluto dedicare alla manifestazione.

otto hofmann

La mostra di Hofmann a Genova

Palazzo Ducale di Genova è  il punto di riferimento culturale della nostra regione, capace di anno in anno di proporre un cartellone di mostre di grande spessore e con un buon gradimento di pubblico. In questi giorni e fino al 14 febbraio 2010 in cartellone c’è Otto Hofmann la poetica del Bauhaus”, che ha raggiunto nei giorni scorsi il traguardo dei 12.000 visitatori, in poco più di due mesi dall’inaugurazione. Questo l’incipit della presentazione della mostra:

Genova ricorda i 90 anni dalla nascita del Bauhaus con la più ampia retrospettiva mai realizzata su Otto Hofmann (1907-1996), artista tedesco tra i più interessanti del gruppo che condivise quell’esperienza nella celebre scuola a Dessau.

L’iniziativa, oltre a essere un diretto riconoscimento alla memoria di Otto Hofmann (1907-1996) – di cui è ricorso nel 2007 il centenario della nascita – rappresenta l’occasione per approfondire gli aspetti poetici dell’arte astratta nel XX secolo, attraverso l’opera di un artista che ben rappresenta quelle caratteristiche di interdisciplinarietà che hanno segnato le avanguardie europee del secolo scorso.

L’esposizione, ideata e curata da Giovanni Battista Martini, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con Goethe Institut Genua, con il sostegno della Compagnia di San Paolo,  prevede una esaustiva lettura dell’opera dell’artista e del suo percorso storico e creativo dagli anni 20 agli anni 90.

Questa mostra avrebbe dovuto nel 2007 inaugurare la stagione culturale del Palafiori di Sanremo, per celebrare il centenario della nascita di un grande artista del Novecento, che aveva eletto la Riviera, e più precisamente Pompeiana, a sua dimora, seguendo il percorso di tanti altri artisti europei del secolo precedente.

La nostra strategia di destination marketing era molto chiara e lineare: approfittare dei nuovi spazi del Palafiori per creare, in stretta collaborazione fra assessorati al turismo e alla cultura, un ciclo di mostre dedicate ad artisti di livello che avessero forti legami con la nostra città e la Riviera, al fine di attrarre nuovi flussi turistici motivati in bassa stagione e al contempo elevare l’offerta culturale destinata ai cittadini.

Così nel 2006 di concerto con l’assessore Daniela Cassini decidemmo di inserire questo progetto di Giovanni Martini, con il supporto del Goethe Institut, nel Programma Manifestazioni 2007. Salvo che l’iniziativa divenne pretesto per una contesa politica di basso livello: così la mostra venne affondata e la stagione delle mostre a Sanremo non cominciò mai. Mi fa quindi particolarmente piacere il fatto che questa esposizione a Genova sia premiata dal pubblico e che l’artista, che tanto ha amato la Riviera da rinunciare alla ribalta dei grandi palcoscenici, possa trovare il giusto riconoscimento.

Una piccola ma significativa rivincita rispetto alle polemiche pretestuose di quei giorni, anche se resta il rammarico per un’occasione persa per Sanremo per celebrare un grande artista che elesse la Riviera a sua casa, un’occasione persa per attrarre nuovi flussi turistici italiani e stranieri motivati dal turismo culturale e un’occasione persa per una straordinaria opportunità a livello di comunicazione sul mercato tedesco, che resta uno dei mercati di riferimento della nostra città.

Resto convinto che l’economia turistica di Sanremo, specie nel periodo invernale, abbia la necessità assoluta di nuove attrattive in campo culturale capaci di stimolare i turisti di prossimità (piemontesi, lombardi, emiliani, ma anche marsigliesi e lionesi) a trascorrere uno short-break nella nostra città… l’offerta di sole e mare non basta più!