Quando Marco Lupi, esponente della Lega Nord e presidente del Consiglio Comunale di Sanremo, lanciò l’idea di un’intera serata del Festival della Canzone Italiana dedicata al dialetto, trovai la cosa interessante anche se difficilmente percorribile considerate le tradizionali resistenze della Rai ad accettare un dialogo sulla formula della manifestazione.

Va riconosciuto che se da un lato è in gran parte merito della televisione se nel nostro Paese tutti oggi parlano l’italiano, è anche vero che la ricchezza delle mille tradizioni dell’Italia è anche nei tantissimi dialetti che ancora sono molto diffusi.

D’altra parte a testimoniare come la canzone dialettale abbia un profilo di tutto rispetto c’è la targa che il Club Tenco assegna da anni alla più interessante produzione dell’anno in dialetto.

L’idea quindi in sé è molto interessante e merita a mio avviso di essere orientata verso la realizzazione di una manifestazione a sé stante, il cui vincitore potrebbe poi fare una passerella sul palco dell’Ariston durante il Festivalone.

Un Festival della Canzone Dialettale sarebbe infatti capace di attrarre l’attenzione di addetti ai lavori, media e appassionati di tutta Italia e non solo. Quante sono infatti le comunità di connazionali all’estero dove si parla il dialetto dei bisnonni accanto alla lingua della nuova patria ?

Si avrebbero interessanti ricadute turistiche sulla città e una continuità nel solco di un progetto, che abbiamo coltivato sistematicamente nell’ultima legislatura, che sappia fare di Sanremo la vera città della musica (di tutte le musiche) per 12 mesi all’anno.

Quanto all’organizzazione abbiamo già una Sanremo Promotion che ha acquisito un notevole know-how nell’organizzazione di Sanremolab, senza dimenticare l’Orchestra Sinfonica di Sanremo…