Del Noce e Bonolis al festival 2009

E’ notizia di questi giorni la partenza di Fabrizio Del Noce dalla direzione di RaiUno, dopo aver firmato la più longeva direzione di rete di sempre: mi sembra doveroso tributargli un ringraziamento per aver costantemente creduto, aldilà del legittimo gioco delle parti, nella formidabile capacità di attrazione del binomio Sanremo e canzoni.

Per la verità il primo vero contatto che ebbi con Del Noce fu un’accesa discussione nel foyer del Teatro Ariston durante la terza serata del Festival 2005 (Bonolis I°): tanto per cambiare la discussione era a proposito dei bouquet di fiori di Sanremo che venivano sistematicamente snobbati dal conduttore… con contorno di avvocati della tivù di stato in veste di pompieri che si adoperarono a sensibilizzare gli autori rispetto agli impegni contrattuali con il Comune.

Da quella diatriba però è nato un rapporto improntato al rispetto reciproco, che ritengo abbia portato il rapporto fra la Rai e Sanremo ad una maturità compiuta con una serie di investimenti incentrati sulla canzone, che hanno permesso alla città di essere al centro dell’attenzione mediatica nazionale per sei mesi consecutivi sia nel 2008 sia nel 2009.

Nel 2008 in particolare dopo il flop di ascolti del Festival, pur condotto in maniera impeccabile dalla coppia Baudo – Chiambretti, è stato il direttore di rete a credere ancora in Sanremo proponendo il format di “Ti lascio una Canzone” e andando anche aldilà degli impegni contrattuali con il Comune.

Di quei giorni ricordo che si parlava di fine di un’epoca, dell’inevitabile declino di un brand consolidato come il Festival di Sanremo… e invece la scommessa di rilanciare sul piatto di Sanremo con il nuovo format del sabato sera contrapposto ad una corazzata come la Corrida.

I bravissimi cantanti bambini, gli ospiti di grande spessore e la conduzione della Clerici fecero il miracolo con un crescendo che portò la trasmissione dal 22 al 32% in cinque puntate.

Poi il resto è storia recente, con il rilancio del Festivalone, ancora una volta dato per morto e risorto dalle sue ceneri sotto la conduzione Bonolis – Laurenti, e la seconda edizione di “Ti lascio una Canzone” con nove puntate capaci di arrivare al 37% di share.

Il format in effetti sembra fatto su misura sul trinomio Canzoni – Sanremo – Teatro Ariston ed è stata un’incredibile scommessa vinta, dalla Rai e dalla città, che ha inoltre potuto ospitare centinaia di turisti attratti dai pacchetti proposti dagli alberghi in collaborazione con Comune e Rai.

All’indomani del record assoluto di ascolti della puntata di metà maggio della trasmissione, Del Noce, infatti, dichiarava: “Sono dati che fanno effetto. Questi sono risultati d’ascolti da Festival di Sanremo. [...] Questa e’ una delle trasmissioni che sento più mie. E pensare che ho dovuto combattere sia per mandarla in onda sia per farla condurre ad Antonella che all’inizio come lei stessa ha ammesso lo scorso anno era molto scettica. E’ una trasmissione che può essere considerata una vera appendice di Sanremo, perché ha un legame editoriale forte con il festival, con la città e soprattutto con il teatro Ariston, che è senz’altro una delle magie di questo programma.”

Queste parole, più di ogni altra considerazione, dimostrano ancora che Sanremo è e resta un asset fondamentale della musica e della televisione italiana. Il mio augurio è quindi che la nuova amministrazione sanremese e la nuova dirigenza Rai sappiano valorizzare al massimo questo potenziale.