
- Si è conclusa da poche ore la tappa sanremese dello European Poker Tour, un evento di portata continentale che ha avuto il merito di rimettere un po’ in sesto l’anemica bilancia turistica di questo primo scorcio di 2009, ed è l’occasione per fare un primo bilancio della stagione turistica sanremese.
Purtroppo, archiviato il 2008, il nuovissimo Osservatorio Regionale al Turismo sembra in panne e non sta rilasciando le statistiche ufficiali sull’andamento della stagione, non ci resta quindi che fare delle valutazioni in base all’esperienza diretta e ad un empirico sondaggio fra colleghi.
Nel quadro di un inizio d’anno catastrofico per il movimento turistico nazionale, la nostra città si dimostra coriacea laddove le motivazioni per il viaggio sono molto forti, mentre sta subendo pesantemente la crisi del turismo classico: dai soggiorni climatici invernali dei seniors, ai weekend fuori porta della clientela individuale italiana, ai viaggi dei gruppi organizzati stranieri che tradizionalmente sceglievano la Riviera in primavera per un turismo di stampo culturale.
Quindi bene le feste comandate da un lato (Capodanno, Pasqua e i ponti di primavera) e i grandi eventi dall’altro (Corso Fiorito, Festival della Canzone, EPT). Ecco, se dal lato delle festività poco si può fare, il turismo degli eventi può essere una buona panacea per i mali del settore: certo ciò presuppone un importante investimento in termini di impegno e di denaro da parte del pubblico e una forte coesione da parte degli operatori privati.
Conquistare eventi con grande partecipazione non è un mestiere facile (posso garantirlo con 4 anni e mezzo di esperienza alle spalle) e presuppone
- una forte motivazione in primo luogo da parte del Comune, che è l’unico depositario del brand Sanremo, la cui forza internazionale continua ad essere formidabile, ed ha la credibilità istituzionale per confrontarsi con i grandi organizzatori.
- l’organizzazione sistematica del sistema di accoglienza ed ospitalità, che si può conseguire solo con una collaborazione strettissima fra i soggetti pubblici preposti all’accoglienza e alla promozione e gli operatori privati.
- la disponibilità di risorse adeguate, che devono essere messe in campo sia dagli enti locali e dai soggetti pubblici in genere, sia dagli stessi operatori privati, i quali devono passare da una logica passiva di attesa ad una logica attiva, facendosi essi stessi promotori della ricerca di nuovi flussi turistici.
Uscire da questa crisi non sarà affatto facile, ma ritengo che la crisi possa essere anche l’occasione (finalmente) per riuscire a modificare profondamente l’atteggiamento tradizionalmente passivo degli operatori turistici sanremesi. Presupposto essenziale perché pur in ristrettezze di bilancio anche il Comune e gli altri enti locali facciano la loro parte: viceversa sarà sempre più facile tagliare una manifestazione o una promozione, anche importante, piuttosto che fare delle scelte nel campo della gestione degli enti o della politica sociale.
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