Il Consorzio Italy Bike Hotels, che riunisce un centinaio di alberghi italiani con servizi specifici per cicloturisti, ha stretto una partnership con Garmin, azienda che si occupa della realizzazione di navigatori satellitari per un progetto comune di promozione e servizi per la crescita del cicloturismo. La sede italiana di Garmin, infatti, svilupperà un database contenente l’elenco completo delle strutture affiliate al consorzio Italy Bike Hotels così da poter tracciare una mappa completa dei percorsi e delle strutture adatte all’ospitalità dei cicloturisti. Inoltre, negli hotel aderenti all’iniziativa sarà possibile noleggiare un gps Garmin.
Il nostro albergo, unico nella provincia di Imperia, è fra i fondatori di Italy Bike Hotels, nata nel 2001 a Rimini, sulla esperienza dei Riccione Bike Hotels. Ho sempre creduto che l’unione fa la forza, a maggior ragione quando si tratta di condividere il know how e la spinta promozionale.
IBH è un consorzio all’avanguardia per quanto riguarda gli strumenti di marketing per il segmento dei bikers e credo che l’esperienza maturata possa essere preziosa, ora che la nuova pista ciclabile del Parco costiero del Ponente ligure rilancia con forza l’immagine di una Riviera a misura di ciclista. Certo mi auguro che lo sforzo promozionale degli enti (Area 24, Comune, Provincia e Regione) sia all’altezza delle potenzialità della nuova infrastruttura.
Purtroppo la scelta della gestione commissariale di tagliare i fondi e quindi di fatto di eliminare la Maratona del Mare non va proprio nella direzione di promuovere il nuovo percorso ciclo-pedonale. La Maratona infatti si svolgeva interamente sul nuovo tracciato, diventandone una vetrina eccezionale a pochi giorni dall’inizio dell’inverno.
La scelta di acquisire alla città la Maratona derivò infatti da un’analisi strategica finalizzata a promuovere il nuovo Parco costiero fra gli appassionati di attività sportive all’aperto in un periodo che anticipasse l’inverno, stagione tradizionalmente favorevole al turismo in Riviera. La scelta cadde su una maratona, anche in considerazione del fatto che le caratteristiche del tracciato ex-ferroviario non si prestano a competizioni ciclistiche, eccezion fatta forse per una cronometro in linea.
Il nostro obiettivo era in pochi anni di portare migliaia di persone a gareggiare sul percorso, in modo che poi tornassero a casa e ne parlassero con gli amici, oltre ad ambire ad avere un evento degno dell’attenzione della televisione. Ottenere una Maratona a calendario italiano era costato uno sforzo di oltre due anni di lavoro per Assessorato e Sanremo Promotion, dato che la Federazione aveva viceversa l’orientamento a contrarre il numero degli eventi.
Eppure riuscimmo con l’AS Foce ad avere l’ultima gara ammessa prima della moratoria, andando addirittura ad occupare il ponte di Sant’Ambrogio e dell’Immacolata, data tradizionale della ben più blasonata Maratona di Milano.
La prima edizione nel 2007 ebbe come partente con il n.1 addirittura Gianni Morandi e la seconda edizione del 2008, unita ad una mezza maratona, ha sfondato il migliaio di partecipanti. E della Maratona di Sanremo si è cominciato a parlare nell’ambiente, tanto che qualche settimana fa alla MITT di Mosca un agente di atleti di livello internazionale mi chiese addirittura informazioni per portare i suoi alla competizione 2009… che però non ci sarà.
Per il successo del Parco costiero, io credo che da parte degli albergatori della Riviera sia doveroso fare uno sforzo per adeguarsi agli standard necessari ad ospitare gli appassionati degli sport all’aria aperta, ma da parte del Comune di Sanremo e degli altri enti sia necessario tornare ad investire su un evento simbolo annuale che faccia da reale traino della nuova infrastruttura, per il quale non bastano tradizionali conferenze stampa, seppur in sedi prestigiose.
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