
Venerdì 26 settembre, si è svolto a Sanremo un importante convegno sul turismo, dal titolo “Turismo Trsporti Ambiente”. Hanno partecipato all’evento di importanza nazionale il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al settore turistico, on. Michela Vittoria Brambilla, il sottosegretario all’Ambiente e alla Tutela del Territorio e del Mare, on. Roberto Menia, l’assessore al turismo della Regione Liguria Margherita Bozzano, il presidente nazionale di Federalberghi e Confturismo, Bernabò Bocca e uno dei massimi esperti di turismo a livello internazionale, Josep Ejarque, già direttore di Turismo Torino e di Turismo FVG.
Dal presidente regionale Federalberghi, Americo Pilati e dal Presidente Provinciale Confcommercio, Enrico Lupi, la soddisfazione per la buona riuscita dell’evento e la proposta di far diventare quello di Sanremo un appuntamento fisso a livello nazionale per discutere di turismo, trasformando la città dei fiori in una sorta di “Cernobbio” del turismo, laddove la località del Lago di Como è diventata punto di riferimento per i vertici industriale e del terziario.
Nel mio breve saluto d’apertura ho inteso confermare la piena adesione all’iniziativa da parte dell’Amministrazione comunale, ricordando la centralità di Sanremo nel panorama delle località turistiche del Mediterraneo. Sanremo è infatti uno di quei luoghi in cui a metà Ottocento è nato il turismo moderno, imperniato su due fattori determinanti: la qualità dell’ambiente e del clima e lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto con la costruzione della ferrovia che collegò la Riviera al resto d’Europa.
A distanza di un secolo e mezzo, il convegno ha riportato all’attenzione la centralità del fattore ambientale e di quello delle infrastrutture nello sviluppo del turismo, invitando a riflettere su come sia necessario nel nostro Paese ripensare il sistema dei trasporti e la tutela del patrimonio ambientale per rilanciare un settore portante dell’economia (11,4% del PIL nazionale), che tuttavia versa in una pericolosa fase di stagnazione.
L’impressionante sviluppo edilizio della nostra città nel dopoguerra, cresciuta da 25 a 55 mila abitanti, con un peso insediativo in alta stagione vicino ai 120-130 mila, dovuto soprattutto alle oltre 12.000 seconde case, ci portano a riflettere sulla necessità di un recupero di condizioni ambientali e di qualità della vita degne di una località turistica di prima grandezza. La grande occasione del nuovo Parco Costiero del Ponente Ligure diventa perciò un’opportunità irrinunciabile per ridisegnare il lungomare cittadino con al centro la vivibilità e la qualità del litorale: pista ciclabile, passeggiata, giardini, spiagge, locali pubblici… lontano dal traffico e dalle auto.
Dall’altro lato è desolante verificare come il nostro sistema di trasporti non abbia saputo adeguarsi ai tempi e, complice un’orografia davvero penalizzante, è sostanzialmente immutato da decenni, pur se ora sono in corso i lavori per lo spostamento a monte e per il raddoppio della linea ferroviaria nel tratto imperiese e se sono in costruzione due nuovi lotti della quanto mai necessaria Aurelia bis sanremese.
Quindi se da un lato nel medio periodo si potrà prefigurare finalmente una soluzione ai problemi del trasporto ferroviario (ammesso che proceda spedita la progettazione e realizzazione del tratto savonese del raddoppio) e relativamente al bypass cittadino (ammesso che proceda spedita la progettazione e realizzazione degli ulteriori due tratti per completare l’opera), si pone il problema del presente.
Un problema che ritengo si possa affrontare già in maniera efficace attraverso una più efficiente connessione con il sistema dei trasporti della vicina Francia, che può contare su un aeroporto di classe realmente internazionale e su una linea ferroviaria efficiente e ampiamente connessa con il nord Europa.
Ben venga quindi un progetto regionale che sappia potenziare l’attuale collegamento su gomma fra Nizza e Genova, con un servizio autostradale che abbia una frequenza e orari adeguati alle esigenze immediate del nostro turismo, il cui stato di crisi non può aspettare i tempi della politica e delle grandi opere pubbliche.
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