
Leggo sulla Stampa: “A dispetto della crisi di ascolti, il Sanremo di Pippo Baudo va molto bene su I-Tunes, la più importante biblioteca discografica virtuale: per la prima volta il lunedì subito dopo la fine del festival ben sei canzoni presentate all’Ariston e due brani cantati dagli ospiti scelti da Baudo si piazzano nella top ten. [...] In pratica, solo 4 brani della top 20 non sono stati eseguiti all’Ariston.”
Un dato in linea con il formidabile recupero dei Finley e di Paolo Meneguzzi nel televoto, dopo che erano stati relegati nei bassi fondi della classifica dalla giuria di qualità e dalle giurie demoscopiche. Forza dei giovani che seguono questi artisti, ma che spesso sono indicati come estranei al pubblico televisivo del Festival.
Ancora si potrebbero analizzare (e cercheremo di farlo) i dati dei click su YouTube e delle ricerche su Google (ad oggi sono 2969 gli articoli sul Festival indicizzati da Google News versione italiana, ca. 150 in più dello scorso anno), per cominciare a renderci conto di un fenomeno importantissimo: il Festival perde telespettatori passivi, ma guadagna sul fronte del web.
Diventa strategico e non differibile disegnare una strategia complessiva sul web per diffondere il marchio del Festival.
Interessante infine il dato delle radio, dove in testa alla programmazione c’è Max Gazzè.
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