
Un messaggio di una semplicità disarmante, che però ha la forza di sintetizzare la straordinaria capacità di crescita della Spagna nel mondo del turismo internazionale, caratterizza quest’anno la campagna promozionale iberica.
In Spagna ormai si “divertono” il doppio di turisti internazionali rispetto all’Italia: 59,2 milioni di arrivi nel 2006. Gran Bretagna, Germania, Francia e Stati Uniti le provienienze principali.
Grande importanza hanno i voli low cost: con 23,9 milioni di passeggeri in entrata (+33,9% sul 2006) anche nel 2007 il traffico low cost in Spagna è cresciuto a ritmi sostenuti. Ormai circa il 39,9% del traffico internazionale è appannaggio delle low cost.
Va da sé che la crescita del low cost si riflette anche nella crescita di Internet: ben il 49,5% dei turisti stranieri che ha visitato la Spagna nel 2007 ha cercato informazioni sul web (+16,3% sul 2006) e il 41,3% ha anche prenotato almeno un servizio in rete (+21,9% sul 2006).
Così, mentre affonda nelle polemiche il portale italia.it (costato sino ad ora 7 milioni di Euro e con proiezioni finali di 45), Tourespaña investirà quest’anno 4,8 milioni di Euro in pubblicità online in 20 paesi con una strategia precisa: generare 600 milioni di impressions, con l’intento di toccare 100 milioni di visitatori unici, per portare al portale spain.info 2 milioni di visitatori nuovi.
La campagna online fa parte di un investimento pubblicitario complessivo di 32 milioni di Euro, che ha l’obiettivo di diversificare il prodotto turistico spagnolo e di deconcentrare la distribuzione geografica dei flussi. Così il prodotto maggiormente promosso sarà “città e cultura” (50% della campagna), seguito da “sport e ambiente” (30%), “sole e spiaggia” (15%), “affari e congressi (5%).
Quale lezione dobbiamo apprendere da questi numeri e da queste strategie ?
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