appunti di turismo sanremese

il blog di igor varnero
Euro

Più competitività con la nuova parità Euro - Dollaro

Nel quadro a tinte fosche dell’attuale congiuntura economica, c’è però un segnale che può essere molto positivo per il nostro turismo, in particolare per quello delle località marine, come Sanremo.

Dopo la buona performance del 2000, anno del Giubileo, che una certa ricaduta sul turismo italiano anche periferico l’aveva avuta, nel biennio successivo sono stati due gli avvenimenti che hanno pesantemente condizionato il nostro mercato: prima la tragedia dell’11 settembre 2001, poi il progressivo apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro, alla sterlina, alla corona svedese, ecc.

Se il trauma dell’11 settembre negli anni successivi è stato in qualche modo riassorbito dall’industria turistica mondiale, la politica monetaria della BCE ha invece messo in gravissima crisi di competitività la nostra industria delle vacanze, già peraltro messa a dura prova dalla disparità di investimenti pubblici fra zone sviluppate e zone di obiettivo 1 all’interno del nostro stesso Paese e fra l’Italia nel suo complesso e i principali concorrenti del Mediterraneo.

Un cambio euro-dollaro oggettivamente proibitivo ha così tenuto in questi anni a debita distanza dai nostri lidi gran parte dei viaggiatori extra-UE, russi esclusi. Mentre per i viaggiatori dell’area Euro era diventata una vera bazza viaggiare nell’area del dollaro, oltretutto potendo godere del risparmio dell’IVA, che non grava sui costi dei viaggi compiuti fuori dall’Unione.

Il ritorno repentino dell’Euro a una parità di cambio più rispondente ai veri parametri del tenore di vita di europei e americani, può quindi rimetterci in gioco sia sul mercato interno, poiché non sarà più così conveniente fare le vacanze fuori dall’Europa, sia sul mercato internazionale, che potrà ritrovare nella nostra offerta turistica un rapporto qualità/prezzo dignitoso.

Certo la stretta inevitabile delle pubbliche amministrazioni a livello continentale e la crisi del settore privato non ci fanno particolarmente sorridere, ma per tutti i settori d’esportazione (e il turismo è uno di questi) forse è arrivato il momento di guardare al futuro con un pizzico  di ottimismo in più.

Spagna: promozione Over55

Spagna: la promozione Over 55

Durante lo scorso inverno abbiamo assistito ad una campagna particolarmente aggressiva orchestra dal governo spagnolo sulle destinazioni invernali iberiche, Baleari e Costa del Sol in prima linea.

Con il contributo economico del governo e delle regioni, la Spagna ha lanciato una proposta dedicata agli over 55 :  solamente € 365,00 per il volo, il trasferimento da e per l’aeroporto, 7 notti in pensione completa in hotel 4 stelle con animazione e due gite incluse !

I risultati comunicati in questi giorni sono interessanti: oltre 50.000 arrivi dall’Europa (per oltre 500.000 presenze) da 15 mercati tra cui 6.000 dalla Romania, 7.500 dalla Polonia, 15.000 dalla Grecia e 6.000 arrivi dall’Italia. Tanto che già si annuncia il raddoppio della disponibilità di posti letto per il prossimo inverno.

Il progetto denominato “Tursimo Senior Europa” ha ricevuto un finanziamento di 11 milioni di Euro, di cui 6 apportati dallo Stato spagnolo e 2,5 da ciascuna delle due regioni, Andalucia e Baleari. In soldoni a consuntivo si è trattato di un contributo di ca. € 22 euro a presenza, pari ad un abbattimento di ca. il 30% del costo finale del pacchetto… una bella cifra. Il target dell’iniziativa sono stati i mercati considerati emergenti per il turismo invernale iberico: Francia, Italia, Portogallo, Austria, Belgio, Olanda, Danimarca, Irlanda, Grecia,  Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Bulgaria e Romania. Hanno partecipato 40 alberghi, 50 tour operators e 22 linee aeree.

E’ del tutto evidente che senza l’incentivo economico statale, questi prezzi sarebbero stati improponibili, ed è altrettanto evidente che il sistema ricettivo italiano (ed in particolare quello del ponente ligure, la nostra classica destinazione invernale) è totalmente fuori gioco. Già infatti la clientela invernale straniera è un’assoluta rarità sulla Riviera dei Fiori e la Riviera delle Palme, ma ora anche il bacino nazionale è preda della concorrenza straniera. Non basta infatti il primo tentativo timido di promozione invernale orchestrata dalla Liguria sul mercato nazionale, con alcuni passaggi televisivi e il lancio del sito liguriainverno.com

Di fronte ad una concorrenza così aggressiva ed in assenza di una vera strategia nazionale e regionale dotata di adeguate risorse economiche, l’unica opzione possibile per gli operatori turistici liguri è quindi l’abbandono progressivo ed inesorabile della stagione invernale, riducendo l’apertura ai mesi da aprile a settembre: però se chiudono gli alberghi… chiudono anche le località.

Dopo un mese di gennaio climaticamente (ed economicamente) negativo per Sanremo, il ritorno del sole ha coinciso con un ottimo risultato di ascolti del Corso Fiorito che ha portato la primavera nelle case degli italiani.

12:21:44  12:51:31     LINEA VERDE I PARTE      21,46%     3.396.000
12:55:54  13:26:53     LINEA VERDE II PARTE     22,49%     4.349.000

sanremo: corso fiorito 2010

Sanremo: corso fiorito 2010

Mi perdonerete un po’ di retorica, ma resta nella mia memoria il risultato del 2005, quando un Paolo Brosio in maniche di camicia celebrava il sole e i 18°C di Sanremo davanti a tutta l’Italia sepolta dalla neve, conquistando il record storico di Linea Verde con 5.900.000 spettatori. E’ stato il primo anno del ritorno del Corso Fiorito sul lungomare, con le riprese in campo lungo sulle palme e sulle vele che solcavano il Mar Ligure.

Anche la scorsa domenica abbiamo assistito ad un buon prodotto televisivo, che ha saputo esaltare i colori tersi della nostra Riviera, con i fiori, il mare, le vele… uno spot di valore incalcolabile nel pieno dei giorni della merla. Uno spot  che ha coiciso con gli alberghi di Sanremo e dintorni pieni di turisti, almeno per una notte, dopo settimane di magra.

Buona anche l’idea del mercatino di prodotti tipici, accanto a quello floreale tradizionale, anche perché aspettarsi che i negozi aprano quella domenica sembra un’impresa disperata…

Ecco, il grande limite del corso fiorito è l’impossibilità di mettere i carri in garage per tirarli fuori 3, 4, 5 volte come si fa a Viareggio, a Nizza, a Mentone: un limite oggettivo (ma anche la magia) del nostro corso carnevalesco che può essere visto solo un giorno nell’anno. E’ quindi difficile costruire un pacchetto turistico di più giorni. Da parte nostra ci avevamo provato con lo spostamento del Festival dei Fiori da novembre a gennaio: una collaterale ideale dei carri, che stava crescendo bene, e che poteva essere un elemento importante del pacchetto Sanremo in Fiore.

Nella logica di un pacchetto turistico più appetibile l’annunciato spostamento da gennaio ai primi di marzo, potrebbe permettere di agganciare nel medesimo weekend anche il Carnevale di Nizza e la Festa dei Limoni di Mentone (che godono di investimenti, anche promozionali, ben più grandi dei nostri), a patto che si sincronizzino le date senza sovrapposizioni.

Interessante in questo senso anche l’idea di replicare il corso due volte, una al sabato sera  e una alla domenica, come accade a Ventimiglia da qualche anno: da definire però le modalità per salvare i carri dall’assalto selvaggio del pubblico e la sostituzione dei fiori più delicati per la passerella televisiva della domenica.

Rispetto a questa scelta ci sono anche degli argomenti contrari. L’effetto promozionale della passerella televisiva a fine gennaio, nei giorni più freddi dell’anno, è sicuramente unico ed irripetibile, a marzo non sarebbe comunque la stessa cosa.

Il rischio principale tuttavia è relativo alla programmazione dei bus operator dato che il corso fiorito attira ogni anno 2-300 bus dall’Italia e dall’estero: una sovrapposizione con le sfilate in Costa Azzurra potrebbe mettere il nostro prodotto in secondo piano. Quindi prima di tutto riterrei utile un piccolo sondaggio fra gli operatori che oggi programmano il corso fiorito fra i loro viaggi.

Infine resta da risolvere il problema turistico del periodo che intercorre fra l’Epifania ed il Festival, perchè ormai la clientela invernale è in via d’estinzione e solo manifestazioni mirate e d’impatto potrebbero tenere a galla un mese strategico per la nostra città.

Sanremo Ti lascio una Canzone

Sanremo: Ti lascio una Canzone

Sabato sera Canale 5 ha trasmesso il nuovo show di Jerry Scotty: “Io canto”: il format è un evidente clone del fortunatissimo “Ti lascio una Canzone”, tanto che porta la stessa firma di Roberto Cenci, strappato da Mediaset alla concorrenza.

Nonostante il grande battage la trasmissione non ha superato la soglia del 22-23% di share nelle due puntate, come testimonia il dettagliatissimo rapporto di tvblog: un risultato davvero modesto se paragonato al “Ti lascio una Canzone” condotto da Antonella Clerici dal Teatro Ariston che nella primavera scorsa ha toccato il record del 39% di share.

Assodato, anche con il conforto del commento di Aldo Grasso sul Corriere, che i due format sono sostanzialmente identici le uniche variabili in gioco sono la conduzione e la location.

Avendo vissuto da un osservatorio privilegiato la gestazione dell’originale di RaiUno, posso affermare che un ingrediente fondamentale del successo di “Ti lascio una Canzone” risiedeva proprio nell’essere trasmesso dal mitico palcoscenico del Festival di Sanremo, a poche settimane dalla conclusione dello stesso festivalone e approfittando della stessa magia del Teatro Ariston e della stessa mastodontica scenografia.

Ho già dato atto che l’intuizione che un format del genere fosse calzato su misura per la nostra città fu del direttore di RaiUno Del Noce, che pure andò anche contro il parere del team del progetto festival, ottenendo però il risultato in due stagioni di affondare la Corrida e di portare i piccoli cantanti a record di ascolti eccezionali.

Oggi, se RaiUno produrrà nuovamente “Ti lascio una Canzone”, questo format sarà realizzato negli studi di Roma e non più a Sanremo: ottimizzazione di costi si dice (come se rinunciare ad utilizzare la scenografia del Festival e i fondi per la logistica previsti della convenzione con il Comune fosse irrilevante…). Spero però che la direzione di rete prenda seriamente in considerazione il modesto risultato di Canale 5 e torni sulla scelta di portare via da Sanremo una trasmissione che è nata su misura per la città della Canzone.

Sono certo che ne guadagnerebbero gli ascolti, ne guadagnerebbe il rapporto sempre complesso con l’Amministrazione della città, ne guadagnerebbe Sanremo che potrebbe nuovamente contare su un fattore di attrazione straordinario nei mesi primaverili.

otto hofmann

La mostra di Hofmann a Genova

Palazzo Ducale di Genova è  il punto di riferimento culturale della nostra regione, capace di anno in anno di proporre un cartellone di mostre di grande spessore e con un buon gradimento di pubblico. In questi giorni e fino al 14 febbraio 2010 in cartellone c’è Otto Hofmann la poetica del Bauhaus”, che ha raggiunto nei giorni scorsi il traguardo dei 12.000 visitatori, in poco più di due mesi dall’inaugurazione. Questo l’incipit della presentazione della mostra:

Genova ricorda i 90 anni dalla nascita del Bauhaus con la più ampia retrospettiva mai realizzata su Otto Hofmann (1907-1996), artista tedesco tra i più interessanti del gruppo che condivise quell’esperienza nella celebre scuola a Dessau.

L’iniziativa, oltre a essere un diretto riconoscimento alla memoria di Otto Hofmann (1907-1996) – di cui è ricorso nel 2007 il centenario della nascita – rappresenta l’occasione per approfondire gli aspetti poetici dell’arte astratta nel XX secolo, attraverso l’opera di un artista che ben rappresenta quelle caratteristiche di interdisciplinarietà che hanno segnato le avanguardie europee del secolo scorso.

L’esposizione, ideata e curata da Giovanni Battista Martini, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con Goethe Institut Genua, con il sostegno della Compagnia di San Paolo,  prevede una esaustiva lettura dell’opera dell’artista e del suo percorso storico e creativo dagli anni 20 agli anni 90.

Questa mostra avrebbe dovuto nel 2007 inaugurare la stagione culturale del Palafiori di Sanremo, per celebrare il centenario della nascita di un grande artista del Novecento, che aveva eletto la Riviera, e più precisamente Pompeiana, a sua dimora, seguendo il percorso di tanti altri artisti europei del secolo precedente.

La nostra strategia di destination marketing era molto chiara e lineare: approfittare dei nuovi spazi del Palafiori per creare, in stretta collaborazione fra assessorati al turismo e alla cultura, un ciclo di mostre dedicate ad artisti di livello che avessero forti legami con la nostra città e la Riviera, al fine di attrarre nuovi flussi turistici motivati in bassa stagione e al contempo elevare l’offerta culturale destinata ai cittadini.

Così nel 2006 di concerto con l’assessore Daniela Cassini decidemmo di inserire questo progetto di Giovanni Martini, con il supporto del Goethe Institut, nel Programma Manifestazioni 2007. Salvo che l’iniziativa divenne pretesto per una contesa politica di basso livello: così la mostra venne affondata e la stagione delle mostre a Sanremo non cominciò mai. Mi fa quindi particolarmente piacere il fatto che questa esposizione a Genova sia premiata dal pubblico e che l’artista, che tanto ha amato la Riviera da rinunciare alla ribalta dei grandi palcoscenici, possa trovare il giusto riconoscimento.

Una piccola ma significativa rivincita rispetto alle polemiche pretestuose di quei giorni, anche se resta il rammarico per un’occasione persa per Sanremo per celebrare un grande artista che elesse la Riviera a sua casa, un’occasione persa per attrarre nuovi flussi turistici italiani e stranieri motivati dal turismo culturale e un’occasione persa per una straordinaria opportunità a livello di comunicazione sul mercato tedesco, che resta uno dei mercati di riferimento della nostra città.

Resto convinto che l’economia turistica di Sanremo, specie nel periodo invernale, abbia la necessità assoluta di nuove attrattive in campo culturale capaci di stimolare i turisti di prossimità (piemontesi, lombardi, emiliani, ma anche marsigliesi e lionesi) a trascorrere uno short-break nella nostra città… l’offerta di sole e mare non basta più!

Forum italiano del turismo

Forum italiano del turismo

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, che ebbi l’onore di aprire nella veste di padrone di casa, quest’anno la Confcommercio-Confturismo ha rilanciato con l’organizzazione affidata alla Fourtourism di Josep Ejarque.

In primo luogo devo ammettere che l’evento è cresciuto nettamente a livello di contenuti, riuscendo in un buon mix fra il profilo di evento politico-mediatico e il profilo formativo, con anche due importanti ospiti spagnoli, che hanno portato un contributo interessante al dibattito sui nuovi trend del nostro settore a livello internazionale.

Poi però non si può non condividere la bacchettata arrivata dal sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, che ha messo il dito nella piaga per la modesta partecipazione di operatori privati e rappresentanti politici  locali. Evidentemente la strada è ancora lunga: restiamo i campioni del mugugno, ma nel momento in cui si hanno occasioni di confronto e di apprendimento, evidentemente la voglia di applicarsi latita…

E’ il motivo per cui occorre cogliere l’invito a perseverare nell’organizzazione di questo evento, con l’obiettivo di riuscire a scalfire questo muro di gomma che porta i nostri colleghi a rinchiudersi nelle proprie aziende rifuggendo qualsiasi momento di coesione e confronto, che significa anche rinunciare alla propria crescita professionale ed imprenditoriale.

Una personale soddisfazione è stata quella della definitiva consacrazione dell’aeroporto di Nizza come aeroporto di riferimento per il nostro territorio, perché purtroppo ciò che è ovvio nella realtà, spesso lo è molto meno nella sfera politica. La prima volta in cui come Federalberghi invitammo le amministrazioni a definire un progetto per migliorare i collegamenti con lo scalo francese fu nel lontano 2001. Poi nel 2005, una volta entrato in amministrazione, sancimmo l’accordo con l’aeroporto nel corso di un incontro ufficiale… salvo che ci vollero due anni per reperire le risorse per aprire un nostro punto di accoglienza (poi subito chiuso la scorsa primavera) e solo ora sono arrivate le risorse per le navette. Nel mezzo una stucchevole e a tratti comica querelle politica sul dualismo fra gli aeroporti di Nizza e di Albenga: come se le infrastrutture si dovessero annullare l’una con l’altra e non integrare insieme. Bene, oggi sono davvero contento che, pur con 9 anni di ritardo, nel 2010 un progetto di accoglienza e trasporto dallo scalo di Nizza decollerà finalmente dandoci l’opportunità di ampliare sensibilmente il nostro bacino di prossimità.

Ora però mettiamoci in moto per reperire le risorse necessarie per attivare operazioni di co-marketing con le linee aeree che volano su Nizza finalizzate a promuovere la nostra destinazione sui bacini della domanda, perché viceversa il progetto resterà sempre zoppo e si svilupperà sempre al di sotto delle potenzialità.

Poi mi auguro che anche il progetto relativo al TGV vada avanti e trovi le corrette alleanze a livello governativo, perché l’unica soluzione a breve termine per il nostro cronico problema dei trasporti risiede in un collegamento più stretto con le infrastrutture della vicina Costa Azzurra. Naturalmente mi auguro anche che a medio termine questi collegamenti possano integrarsi con il raddoppio della linea ferroviaria ligure, con il collegamento ad alta capacità Genova-Milano e con il bypass autostradale di Genova…

Aggiornamenti.

Al Forum era invitato come relatore anche il direttore regionale di Trenitalia, che però non è mai arrivato. Lì per lì ironizzammo sul fatto che magari non avesse “trovato” un treno diretto da Genova a Sanremo, ma alla luce del nuovo orario invernale che ha di fatto cancellato i due Eurocity Milano – Nizza intestando i treni  a Ventimiglia, l’assenza appare quantomeno strategica. Così nel giro di 12 mesi le nostre ferrovie sono riuscite nel capolavoro di eliminare tutti e tre i treni diretti fra Nizza e la Riviera: non so come definire la cosa se non come un autentico sabotaggio degli interessi economici del nostro settore e del nostro territorio!

D’altro canto sul Secolo XIX di oggi apprendiamo che la nostra Riviera Trasporti si sta attivando per ottenere le autorizzazioni per gestire la navetta per l’aeroporto e avrebbe anche avviato contatti con le linee aeree che utilizzano lo scalo francese. Un suggerimento: estendere il collegamento anche al centro di Nizza, trasformando la navetta anche in linea turistica, senza precluderne la velocità di esercizio.


IL Portale italyhotels.it

Il portale italyhotels.it

Sempre di più il ruolo delle associazioni di categoria travalica il mero impegno sindacale, per approdare nel campo della commercializzazione del prodotto turistico locale e nazionale. Al SIA di Rimini, Federalberghi raccoglie la sfida e presenta con il partner tecnologico Amadeus la rinnovata veste del portale italyhotels.it

“Un progetto ambizioso – spiega Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – infatti l’obiettivo è mettere in rete tutti i 33mila alberghi presenti in Italia. Il portale vuole essere il primo punto di riferimento per tutti quei consumatori, sia italiani sia stranieri che ancora faticano a districarsi nell’affollatissimo mondo dell’online”.

Il progetto è ambizioso e si scontra con un mercato online che pur nella confusione di centinaia di siti di prenotazione si sta polarizzando su poche OLTA, che tra l’altro diventano sempre più voraci in termini di commissioni richieste agli albergatori.

A mio avviso il portale istituzionale di Federalberghi, se adeguatamente supportato dalle istituzioni (pensiamo ai portali istituzionali come italia.it, quelli regionali e locali) può certamente avere le carte in regola per diventare un punto di riferimento autorevole e credibile per il turista che viaggia in Italia. Con ciò potrebbe riuscire a calmierare le spese di intermediazione online che in alcuni casi riescono a battere quelle della filiera tradizionale tour operator – agenzia di viaggi, a tutto vantaggio del consumatore finale e del rapporto finale fra costo sostenuto e  servizio ricevuto.

La Riviera dei Fiori dal satellite

La Riviera dei Fiori dal satellite

Il Comunicato stampa ufficiale recita: “Nasce il Consorzio Turistico Riviera dei Fiori gli operatori privati della provincia di Imperia propongono un interlocutore privilegiato alle istituzioni in materia di promo-commercializzazione.

Uno storico accordo fra Confcommercio e Confesercenti ha permesso di battezzare il nuovo Consorzio Turistico Riviera dei Fiori, che è il primo caso di consorzio di secondo livello della nostra provincia. Si definisce di secondo livello poiché i soci sono altri consorzi di imprese della filiera turistica e non singoli operatori.

Il Consorzio ne diventa di fatto il rappresentante ufficiale nei confronti delle istituzioni per tutte le materie che riguardano la promozione e la commercializzazione del prodotto turistico della Riviera dei Fiori. Il principale interlocutore sarà il Sistema Turistico Locale Riviera dei Fiori e a seguire tutti i soggetti pubblici che si occupano della promozione del turismo.

L’obiettivo dell’attività del Consorzio sarà da un lato il coordinamento dell’attività dei consorzi esistenti, promuovendone lo sviluppo, dall’altro far crescere in maniera sensibile la collaborazione fra pubblico e privato nel settore del turismo.

I soci fondatori del Consorzio Turistico Riviera dei Fiori sono il Consorzio Riviera Holidays, il Consorzio Touristcomm Service, il Consorzio Riviera Incoming, che raccoglie un gruppo di agenzie di viaggio ricettive.

Presidente del neonato Consorzio è Igor Varnero, che vanta una lunga militanza in Federalberghi ed è reduce dal ruolo di assessore al turismo del comune di Sanremo, coadiuvato dal presidente del Consorzio Riviera Incoming, Ino Bonello, nella veste di vicepresidente.

Fanno parte del consiglio di amministrazione Claudio Roggero, direttore di Confcommercio, Piero De Negri, direttore di Confesercenti, Gianfranco Roggeri, presidente del Consorzio Riviera Holidays, e Guja Boriani, responsabile del Consorzio Touristcomm.”

Fin qui il comunicato stampa. Mi preme aggiungere che dopo l’esperienza politica al massimo livello, mi fa molto piacere tornare nel modo associativo imprenditoriale da cui provengo e a cui mi sento di appartenere. Un ringraziamento sentito alla stampa locale (Secolo XIX, La Stampa, Sanremonews) che ha dato ampio rilievo alla notizia.

Quando Marco Lupi, esponente della Lega Nord e presidente del Consiglio Comunale di Sanremo, lanciò l’idea di un’intera serata del Festival della Canzone Italiana dedicata al dialetto, trovai la cosa interessante anche se difficilmente percorribile considerate le tradizionali resistenze della Rai ad accettare un dialogo sulla formula della manifestazione.

Va riconosciuto che se da un lato è in gran parte merito della televisione se nel nostro Paese tutti oggi parlano l’italiano, è anche vero che la ricchezza delle mille tradizioni dell’Italia è anche nei tantissimi dialetti che ancora sono molto diffusi.

D’altra parte a testimoniare come la canzone dialettale abbia un profilo di tutto rispetto c’è la targa che il Club Tenco assegna da anni alla più interessante produzione dell’anno in dialetto.

L’idea quindi in sé è molto interessante e merita a mio avviso di essere orientata verso la realizzazione di una manifestazione a sé stante, il cui vincitore potrebbe poi fare una passerella sul palco dell’Ariston durante il Festivalone.

Un Festival della Canzone Dialettale sarebbe infatti capace di attrarre l’attenzione di addetti ai lavori, media e appassionati di tutta Italia e non solo. Quante sono infatti le comunità di connazionali all’estero dove si parla il dialetto dei bisnonni accanto alla lingua della nuova patria ?

Si avrebbero interessanti ricadute turistiche sulla città e una continuità nel solco di un progetto, che abbiamo coltivato sistematicamente nell’ultima legislatura, che sappia fare di Sanremo la vera città della musica (di tutte le musiche) per 12 mesi all’anno.

Quanto all’organizzazione abbiamo già una Sanremo Promotion che ha acquisito un notevole know-how nell’organizzazione di Sanremolab, senza dimenticare l’Orchestra Sinfonica di Sanremo…

La sera dell’11 agosto, il nostro portale Sanremo Guide ha ricevuto questa mail da un turista inglese: ” hi, staying in cannes, france. traveled to san remo today, 1hr traffic jam from autostrada, no parking after another hour looking for somewhere to park, we spent our money down the coast – very nice, your loss! get your traffic problem sorted!!!”

Effettivamente martedì 11 agosto il traffico cittadino è andato in tilt, tanto che io stesso, avendo un appuntamento nella zona del Mercato dei Fiori dopo un timido tentativo attraverso la città ho preso l’autostrada sia all’andata sia al ritorno. Al casello ho trovato entrambe le volte una coda di turisti francesi come non se ne vedevano da anni, attratti dalle nostre boutiques, dal mercato, forse anche dalle griffe false che sono un problema endemico delle nostre città, ma fenomeno sconosciuto oltralpe. Alla sera invece, subito dopo cena, mi sono recato in piazza Bresca, ma non ho avuto alcuna difficoltà a raggiungere il centro e a parcheggiare.

E’ evidente quindi l’enorme impatto che gli escursionisti hanno sulla fruibilità della nostra città, soprattutto nei giorni di mercato (martedì e sabato) e nelle ore diurne. Come è peraltro evidente l’eccezionale appeal che Sanremo esercita su residenti e turisti della vicina Francia e del resto della Riviera ligure.

Come affrontare il problema ?

Certo a parole la via più semplice sarebbe quella di rivendicare più strade e più parcheggi, ma pur essendoci importanti progetti in gestazione (completamente dell’Aurelia bis fino a scavalcare la città, maxi-parcheggio sotterraneo nella zona dell’ex-stazione) i tempi e i costi di realizzazione rendono queste soluzioni praticabili nel medio-lungo periodo. Poi non ha comunque alcun senso dimensionare la capacità di parcheggi della città sui momenti di picco, poiché difficilmente simili infrastrutture potrebbero essere supportate da piani economici sostenibili.

Esiste tuttavia a mio avviso la possibilità di affrontare questi momenti eccezionali con una organizzazione diversa del sistema dei trasporti e della città fatto ad hoc per simili occasioni che si verificano in genere per pochi giorni all’anno attorno al Capodanno, alla Pasqua, ai ponti di primavera e al Ferragosto.

Credo che il modello di logistica che in Assessorato abbiamo adottato negli ultimi anni in occasione del Corso Fiorito (edizioni 2005-6-7-8) e della Notte Bianca (edizioni 2005-6-7-8) possa essere facilmente applicabile e gestibile anche in altri periodi dell’anno, indipendentemente dalle manifestazioni:

  • trasformazione del centro urbano in zona a traffico limitato, quantomeno dopo la saturazione dei parcheggi centrali
  • apertura di parcheggi satellite a Pian di Poma e al Mercato dei Fiori, gratuiti o con tariffa a forfait particolarmente conveniente
  • istituzione di servizi navetta veloci e gratuiti dai parcheggi al centro
  • adozione di adeguata segnaletica alle uscite autostradali e sull’autostrada stessa
  • coinvolgimento di volontari per la gestione dei varchi e per indirizzare le auto verso i parcheggi
  • disponibilità di biciclette a noleggio per sfruttare la nuovissima pista ciclabile che attraversa tutta la città

Un sistema di questo tipo potrebbe finalmente dare una risposta ai tantissimi turisti che vogliono approfittare delle possibilità di shopping e di svago offerte dalla nostra città, senza immobilizzare capitali immensi per infrastrutture di lunga realizzazione e con scarsa potenzialità di utilizzo continuativo durante l’anno.