appunti di turismo sanremese

il blog di igor varnero

“L’Italia è un Paese diffidente. Per difendersi contro i tanti furbi, mette regole che danno lavoro a molta gente: così nessuno le toglie più. Da questo meccanismo non riusciamo a uscire, come contorsionisti chiusi in una botte. Che va a fondo, dolcemente.”

Queste poche ma significative parole di Beppe Severgnini, sul Corriere di oggi, fotografano un Paese ingessato che non riesce a riformarsi. Neppure con un governo tecnico, che dovrebbe avere il coraggio di sfidare i veti della politica per ridimensionare il peso dello Stato, riqualificare i servizi che questo eroga al cittadino, dare libero sfogo alla voglia e alla capacità degli italiani ad intraprendere. Mentre invece sembra proprio fare a gara con la politica su quale esecutivo sia capace di inventare nuove e invasive forme di tassazione, sui cittadini e sulle imprese.

La situazione congiunturale è talmente grave, che ad ogni aggravio di imposte sulle imprese, i cui margini sono ormai all’osso, corrisponderà una reazione eguale e contraria sul lavoro, con una pericolosa diminuzione degli occupati e il depauperamento delle professionalità nei vari settori produttivi.

Il che è ancora più vero nella nostra Sanremo, un comune tradizionalmente “ricco”, grazie ai proventi del casinò, che oggi si trova a fare i conti con la crisi dell’azzardo e con un costo della macchina municipale oggettivamente sproporzionato rispetto alle dimensioni della città. La tentazione di mantenere sostanzialmente inalterato il corpo della spesa pubblica e di compensare i minori introiti del casinò con le tasse avrebbe ripercussioni gravissime sul tessuto economico e sociale della città.

 

 

 

Ritorno al futuro

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Sanremo, 22 marzo 2012.

Federalberghi

Il rinnovo quadriennale delle cariche della nostra associazione provinciale, mi vede ritornare alla guida della Federalberghi di Sanremo. Non posso che ringraziare i colleghi che all’unanimità hanno indicato il mio nome, confermando il mio impegno per difendere gli interessi della nostra categoria e del turismo della nostra città.

E’ una carica che ho già ricoperto dal 2000 al 2004, ma che ritrovo con un bagaglio di esperienza molto più ampio, pur se in un momento congiunturale molto peggiore.

Allora dovemmo affrontare la crisi post-11 settembre, che mise in ginocchio il mercato americano (che fino a quel momento occupava i primi posti per la nostra città) e poi la difficile transizione all’Euro del 2002, con l’azzeramento del vantaggio competitivo della nostra debole valuta nazionale.

Oggi ci troviamo nel mezzo della ricaduta della crisi finanziaria globale, che già ha fiaccato la nostra economia dalla seconda metà del 2008, con addirittura l’annuncio odierno dell’ingresso ufficiale dei Paesi dell’Euro in recessione.

E’ un momento estremamente delicato per il nostro settore, che resta il pilastro economico dell’economia della nostra città, ma che è ormai estremamente fragile e vulnerabile. La compattezza delle categorie del turismo ed una visione che vada aldilà della semplice azione sindacale diventano i presupposti fondamentali per superare questa tempesta e poter tornare a guardare il futuro con rinnovato ottimismo.

Fortunatamente Sanremo, nonostante sia sul mercato da un secolo e mezzo, è una località che ha ancora notevoli potenzialità inespresse. Lo sviluppo di queste potenzialità sarà al centro della nostra azione sindacale.

 

Era il 1874 quando l’Imperatrice di Russia, Maria Alexandrovna, scelse Sanremo per la sua convalescenza, dando inizio ad un innamoramento durato oltre quarant’anni: tanto che la comunità russa nella città dei fiori toccò quasi le 2000 persone alla vigilia della Rivoluzione d’ottobre.

Dagli anni Novanta in poi, la riscoperta della nostra città da parte dei turisti russi è stata costante, portando i flussi turistici delle Federazione Russa a diventare il primo mercato estero assoluto della città nei mesi estivi, indubbiamente per fatturato, ma addirittura anche per numero di presenze alberghiere.

Fortunatamente, non sono stati solo i turisti a riscoprire i nostri lidi, ma anche grandi uomini di cultura, come il Maestro Alexandr Kantorov, direttore principale dell’Orchestra statale Klassika di San Pietroburgo, che, prima incuriosito poi affascinato dal retaggio aulico di Sanremo, ne è diventato un frequentatore assiduo ed appassionato.

zarina Maria Alexandrovna

Il monumento alla zarina Maria Alexandrovna a Sanremo

Non si può non considerare un atto d’amore nei confronti di Sanremo, la proposta che il Maestro e il Marketing Club mi rivolsero nel 2007, nella mia veste di assessore, per donare alla città un monumento a ricordo del soggiorno della zarina. Evento coronato nel marzo del 2010 con un’inaugurazione emozionante a cui parteciparono le autorità della nostra città e della città di San Pietroburgo.

Così come è un grande atto d’amore nei confronti della nostra Riviera, la trasferta che questa settimana vede protagonista l’Orchestra Klassika al gran completo, con 46 professori e 15 coristi, e un seguito di autorità, giornalisti, appassionati di musica, sostenuti dal dipartimento della cultura della città di San Pietroburgo.

Una trasferta che è diventata un vero e proprio festival musicale intitolato al grande compositore russo Tchaikovsky, che soggiornò a lungo a Sanremo nel 1877/78, alla cui organizzazione hanno partecipato gli enti della nostra Riviera, dalla Provincia di Imperia al Comune di Sanremo, e a quelli di Imperia, Ventimiglia e Pieve di Teco, aprendo le più straordinarie location del nostro territorio.

E’ motivo d’orgoglio per la professoressa Marina Moretti e per me, aver partecipato attivamente al coordinamento delle relazioni fra gli Enti italiani e quelli russi, affinché questa straordinaria opportunità divenisse realtà.

Il mio augurio è che tutti i nostri concittadini capiscano l’eccezionalità di questo Festival, e vogliano premiare l’Orchestra Klassika affollando le sale dei concerti, che per dovere di ospitalità, sono tutti gratuiti, eccezion fatta per il Gran Galà, proposto comunque a prezzi popolari.

Per saperne di più: Festival musicale “L’Impero di Tchaikovsky”, il piccolo sito in lingua italiana e russa che abbiamo voluto dedicare alla manifestazione.

L’organizzazione dell’Eurovision Song Contest ha comunicato la candidatura dell’Italia a rientrare nella competizione 15 anni dopo la partecipazione con i Jalisse nel 1997.

Le prime indiscrezioni danno come certa la presenza della vincitrice di X-factor Nathalie quale rappresentante italiana.

L’Eurofestival è nato sul modello del Festival di Sanremo nel 1956, e per tradizione il rappresentate italiano designato è stato il vincitore o un finalista del Festival di Sanremo.

Non per nulla una clausola importante della convenzione in essere fra la RAI e il Comune di Sanremo prevede che in caso di assegnazione all’Italia dell’organizzazione della manifestazione, questa debba essere organizzata a Sanremo. Lettera morta quando la RAI snobbava sistematicamente la manifestazione… ma una clausola che si rivela ora preziosa per la nostra città.

— Aggiornamento —

Nel corso della conferenza stampa odierna al Festival di Sanremo, apprendiamo finalmente che l’Italia sarà rappresentata da un artista della kermesse canora per eccellenza, attraverso una scelta compiuta da una commissione costituita ad hoc. Un’ottima notizia: ora non resta che garantirsi che in Eurovisione (e in tutti i paesi collegati) l’artista italiano sia effettivamente presentato come proveniente dal Festival di Sanremo, augurandosi che la scelta sia buon viatico per un’eventuale vittoria finale, che farebbe approdare la manifestazione sui nostri lidi.

Euro

Più competitività con la nuova parità Euro - Dollaro

Nel quadro a tinte fosche dell’attuale congiuntura economica, c’è però un segnale che può essere molto positivo per il nostro turismo, in particolare per quello delle località marine, come Sanremo.

Dopo la buona performance del 2000, anno del Giubileo, che una certa ricaduta sul turismo italiano anche periferico l’aveva avuta, nel biennio successivo sono stati due gli avvenimenti che hanno pesantemente condizionato il nostro mercato: prima la tragedia dell’11 settembre 2001, poi il progressivo apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro, alla sterlina, alla corona svedese, ecc.

Se il trauma dell’11 settembre negli anni successivi è stato in qualche modo riassorbito dall’industria turistica mondiale, la politica monetaria della BCE ha invece messo in gravissima crisi di competitività la nostra industria delle vacanze, già peraltro messa a dura prova dalla disparità di investimenti pubblici fra zone sviluppate e zone di obiettivo 1 all’interno del nostro stesso Paese e fra l’Italia nel suo complesso e i principali concorrenti del Mediterraneo.

Un cambio euro-dollaro oggettivamente proibitivo ha così tenuto in questi anni a debita distanza dai nostri lidi gran parte dei viaggiatori extra-UE, russi esclusi. Mentre per i viaggiatori dell’area Euro era diventata una vera bazza viaggiare nell’area del dollaro, oltretutto potendo godere del risparmio dell’IVA, che non grava sui costi dei viaggi compiuti fuori dall’Unione.

Il ritorno repentino dell’Euro a una parità di cambio più rispondente ai veri parametri del tenore di vita di europei e americani, può quindi rimetterci in gioco sia sul mercato interno, poiché non sarà più così conveniente fare le vacanze fuori dall’Europa, sia sul mercato internazionale, che potrà ritrovare nella nostra offerta turistica un rapporto qualità/prezzo dignitoso.

Certo la stretta inevitabile delle pubbliche amministrazioni a livello continentale e la crisi del settore privato non ci fanno particolarmente sorridere, ma per tutti i settori d’esportazione (e il turismo è uno di questi) forse è arrivato il momento di guardare al futuro con un pizzico  di ottimismo in più.

Spagna: promozione Over55

Spagna: la promozione Over 55

Durante lo scorso inverno abbiamo assistito ad una campagna particolarmente aggressiva orchestra dal governo spagnolo sulle destinazioni invernali iberiche, Baleari e Costa del Sol in prima linea.

Con il contributo economico del governo e delle regioni, la Spagna ha lanciato una proposta dedicata agli over 55 :  solamente € 365,00 per il volo, il trasferimento da e per l’aeroporto, 7 notti in pensione completa in hotel 4 stelle con animazione e due gite incluse !

I risultati comunicati in questi giorni sono interessanti: oltre 50.000 arrivi dall’Europa (per oltre 500.000 presenze) da 15 mercati tra cui 6.000 dalla Romania, 7.500 dalla Polonia, 15.000 dalla Grecia e 6.000 arrivi dall’Italia. Tanto che già si annuncia il raddoppio della disponibilità di posti letto per il prossimo inverno.

Il progetto denominato “Tursimo Senior Europa” ha ricevuto un finanziamento di 11 milioni di Euro, di cui 6 apportati dallo Stato spagnolo e 2,5 da ciascuna delle due regioni, Andalucia e Baleari. In soldoni a consuntivo si è trattato di un contributo di ca. € 22 euro a presenza, pari ad un abbattimento di ca. il 30% del costo finale del pacchetto… una bella cifra. Il target dell’iniziativa sono stati i mercati considerati emergenti per il turismo invernale iberico: Francia, Italia, Portogallo, Austria, Belgio, Olanda, Danimarca, Irlanda, Grecia,  Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Bulgaria e Romania. Hanno partecipato 40 alberghi, 50 tour operators e 22 linee aeree.

E’ del tutto evidente che senza l’incentivo economico statale, questi prezzi sarebbero stati improponibili, ed è altrettanto evidente che il sistema ricettivo italiano (ed in particolare quello del ponente ligure, la nostra classica destinazione invernale) è totalmente fuori gioco. Già infatti la clientela invernale straniera è un’assoluta rarità sulla Riviera dei Fiori e la Riviera delle Palme, ma ora anche il bacino nazionale è preda della concorrenza straniera. Non basta infatti il primo tentativo timido di promozione invernale orchestrata dalla Liguria sul mercato nazionale, con alcuni passaggi televisivi e il lancio del sito liguriainverno.com

Di fronte ad una concorrenza così aggressiva ed in assenza di una vera strategia nazionale e regionale dotata di adeguate risorse economiche, l’unica opzione possibile per gli operatori turistici liguri è quindi l’abbandono progressivo ed inesorabile della stagione invernale, riducendo l’apertura ai mesi da aprile a settembre: però se chiudono gli alberghi… chiudono anche le località.

Dopo un mese di gennaio climaticamente (ed economicamente) negativo per Sanremo, il ritorno del sole ha coinciso con un ottimo risultato di ascolti del Corso Fiorito che ha portato la primavera nelle case degli italiani.

12:21:44  12:51:31     LINEA VERDE I PARTE      21,46%     3.396.000
12:55:54  13:26:53     LINEA VERDE II PARTE     22,49%     4.349.000

sanremo: corso fiorito 2010

Sanremo: corso fiorito 2010

Mi perdonerete un po’ di retorica, ma resta nella mia memoria il risultato del 2005, quando un Paolo Brosio in maniche di camicia celebrava il sole e i 18°C di Sanremo davanti a tutta l’Italia sepolta dalla neve, conquistando il record storico di Linea Verde con 5.900.000 spettatori. E’ stato il primo anno del ritorno del Corso Fiorito sul lungomare, con le riprese in campo lungo sulle palme e sulle vele che solcavano il Mar Ligure.

Anche la scorsa domenica abbiamo assistito ad un buon prodotto televisivo, che ha saputo esaltare i colori tersi della nostra Riviera, con i fiori, il mare, le vele… uno spot di valore incalcolabile nel pieno dei giorni della merla. Uno spot  che ha coiciso con gli alberghi di Sanremo e dintorni pieni di turisti, almeno per una notte, dopo settimane di magra.

Buona anche l’idea del mercatino di prodotti tipici, accanto a quello floreale tradizionale, anche perché aspettarsi che i negozi aprano quella domenica sembra un’impresa disperata…

Ecco, il grande limite del corso fiorito è l’impossibilità di mettere i carri in garage per tirarli fuori 3, 4, 5 volte come si fa a Viareggio, a Nizza, a Mentone: un limite oggettivo (ma anche la magia) del nostro corso carnevalesco che può essere visto solo un giorno nell’anno. E’ quindi difficile costruire un pacchetto turistico di più giorni. Da parte nostra ci avevamo provato con lo spostamento del Festival dei Fiori da novembre a gennaio: una collaterale ideale dei carri, che stava crescendo bene, e che poteva essere un elemento importante del pacchetto Sanremo in Fiore.

Nella logica di un pacchetto turistico più appetibile l’annunciato spostamento da gennaio ai primi di marzo, potrebbe permettere di agganciare nel medesimo weekend anche il Carnevale di Nizza e la Festa dei Limoni di Mentone (che godono di investimenti, anche promozionali, ben più grandi dei nostri), a patto che si sincronizzino le date senza sovrapposizioni.

Interessante in questo senso anche l’idea di replicare il corso due volte, una al sabato sera  e una alla domenica, come accade a Ventimiglia da qualche anno: da definire però le modalità per salvare i carri dall’assalto selvaggio del pubblico e la sostituzione dei fiori più delicati per la passerella televisiva della domenica.

Rispetto a questa scelta ci sono anche degli argomenti contrari. L’effetto promozionale della passerella televisiva a fine gennaio, nei giorni più freddi dell’anno, è sicuramente unico ed irripetibile, a marzo non sarebbe comunque la stessa cosa.

Il rischio principale tuttavia è relativo alla programmazione dei bus operator dato che il corso fiorito attira ogni anno 2-300 bus dall’Italia e dall’estero: una sovrapposizione con le sfilate in Costa Azzurra potrebbe mettere il nostro prodotto in secondo piano. Quindi prima di tutto riterrei utile un piccolo sondaggio fra gli operatori che oggi programmano il corso fiorito fra i loro viaggi.

Infine resta da risolvere il problema turistico del periodo che intercorre fra l’Epifania ed il Festival, perchè ormai la clientela invernale è in via d’estinzione e solo manifestazioni mirate e d’impatto potrebbero tenere a galla un mese strategico per la nostra città.

Sanremo Ti lascio una Canzone

Sanremo: Ti lascio una Canzone

Sabato sera Canale 5 ha trasmesso il nuovo show di Jerry Scotty: “Io canto”: il format è un evidente clone del fortunatissimo “Ti lascio una Canzone”, tanto che porta la stessa firma di Roberto Cenci, strappato da Mediaset alla concorrenza.

Nonostante il grande battage la trasmissione non ha superato la soglia del 22-23% di share nelle due puntate, come testimonia il dettagliatissimo rapporto di tvblog: un risultato davvero modesto se paragonato al “Ti lascio una Canzone” condotto da Antonella Clerici dal Teatro Ariston che nella primavera scorsa ha toccato il record del 39% di share.

Assodato, anche con il conforto del commento di Aldo Grasso sul Corriere, che i due format sono sostanzialmente identici le uniche variabili in gioco sono la conduzione e la location.

Avendo vissuto da un osservatorio privilegiato la gestazione dell’originale di RaiUno, posso affermare che un ingrediente fondamentale del successo di “Ti lascio una Canzone” risiedeva proprio nell’essere trasmesso dal mitico palcoscenico del Festival di Sanremo, a poche settimane dalla conclusione dello stesso festivalone e approfittando della stessa magia del Teatro Ariston e della stessa mastodontica scenografia.

Ho già dato atto che l’intuizione che un format del genere fosse calzato su misura per la nostra città fu del direttore di RaiUno Del Noce, che pure andò anche contro il parere del team del progetto festival, ottenendo però il risultato in due stagioni di affondare la Corrida e di portare i piccoli cantanti a record di ascolti eccezionali.

Oggi, se RaiUno produrrà nuovamente “Ti lascio una Canzone”, questo format sarà realizzato negli studi di Roma e non più a Sanremo: ottimizzazione di costi si dice (come se rinunciare ad utilizzare la scenografia del Festival e i fondi per la logistica previsti della convenzione con il Comune fosse irrilevante…). Spero però che la direzione di rete prenda seriamente in considerazione il modesto risultato di Canale 5 e torni sulla scelta di portare via da Sanremo una trasmissione che è nata su misura per la città della Canzone.

Sono certo che ne guadagnerebbero gli ascolti, ne guadagnerebbe il rapporto sempre complesso con l’Amministrazione della città, ne guadagnerebbe Sanremo che potrebbe nuovamente contare su un fattore di attrazione straordinario nei mesi primaverili.

otto hofmann

La mostra di Hofmann a Genova

Palazzo Ducale di Genova è  il punto di riferimento culturale della nostra regione, capace di anno in anno di proporre un cartellone di mostre di grande spessore e con un buon gradimento di pubblico. In questi giorni e fino al 14 febbraio 2010 in cartellone c’è Otto Hofmann la poetica del Bauhaus”, che ha raggiunto nei giorni scorsi il traguardo dei 12.000 visitatori, in poco più di due mesi dall’inaugurazione. Questo l’incipit della presentazione della mostra:

Genova ricorda i 90 anni dalla nascita del Bauhaus con la più ampia retrospettiva mai realizzata su Otto Hofmann (1907-1996), artista tedesco tra i più interessanti del gruppo che condivise quell’esperienza nella celebre scuola a Dessau.

L’iniziativa, oltre a essere un diretto riconoscimento alla memoria di Otto Hofmann (1907-1996) – di cui è ricorso nel 2007 il centenario della nascita – rappresenta l’occasione per approfondire gli aspetti poetici dell’arte astratta nel XX secolo, attraverso l’opera di un artista che ben rappresenta quelle caratteristiche di interdisciplinarietà che hanno segnato le avanguardie europee del secolo scorso.

L’esposizione, ideata e curata da Giovanni Battista Martini, promossa da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con Goethe Institut Genua, con il sostegno della Compagnia di San Paolo,  prevede una esaustiva lettura dell’opera dell’artista e del suo percorso storico e creativo dagli anni 20 agli anni 90.

Questa mostra avrebbe dovuto nel 2007 inaugurare la stagione culturale del Palafiori di Sanremo, per celebrare il centenario della nascita di un grande artista del Novecento, che aveva eletto la Riviera, e più precisamente Pompeiana, a sua dimora, seguendo il percorso di tanti altri artisti europei del secolo precedente.

La nostra strategia di destination marketing era molto chiara e lineare: approfittare dei nuovi spazi del Palafiori per creare, in stretta collaborazione fra assessorati al turismo e alla cultura, un ciclo di mostre dedicate ad artisti di livello che avessero forti legami con la nostra città e la Riviera, al fine di attrarre nuovi flussi turistici motivati in bassa stagione e al contempo elevare l’offerta culturale destinata ai cittadini.

Così nel 2006 di concerto con l’assessore Daniela Cassini decidemmo di inserire questo progetto di Giovanni Martini, con il supporto del Goethe Institut, nel Programma Manifestazioni 2007. Salvo che l’iniziativa divenne pretesto per una contesa politica di basso livello: così la mostra venne affondata e la stagione delle mostre a Sanremo non cominciò mai. Mi fa quindi particolarmente piacere il fatto che questa esposizione a Genova sia premiata dal pubblico e che l’artista, che tanto ha amato la Riviera da rinunciare alla ribalta dei grandi palcoscenici, possa trovare il giusto riconoscimento.

Una piccola ma significativa rivincita rispetto alle polemiche pretestuose di quei giorni, anche se resta il rammarico per un’occasione persa per Sanremo per celebrare un grande artista che elesse la Riviera a sua casa, un’occasione persa per attrarre nuovi flussi turistici italiani e stranieri motivati dal turismo culturale e un’occasione persa per una straordinaria opportunità a livello di comunicazione sul mercato tedesco, che resta uno dei mercati di riferimento della nostra città.

Resto convinto che l’economia turistica di Sanremo, specie nel periodo invernale, abbia la necessità assoluta di nuove attrattive in campo culturale capaci di stimolare i turisti di prossimità (piemontesi, lombardi, emiliani, ma anche marsigliesi e lionesi) a trascorrere uno short-break nella nostra città… l’offerta di sole e mare non basta più!

Forum italiano del turismo

Forum italiano del turismo

Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, che ebbi l’onore di aprire nella veste di padrone di casa, quest’anno la Confcommercio-Confturismo ha rilanciato con l’organizzazione affidata alla Fourtourism di Josep Ejarque.

In primo luogo devo ammettere che l’evento è cresciuto nettamente a livello di contenuti, riuscendo in un buon mix fra il profilo di evento politico-mediatico e il profilo formativo, con anche due importanti ospiti spagnoli, che hanno portato un contributo interessante al dibattito sui nuovi trend del nostro settore a livello internazionale.

Poi però non si può non condividere la bacchettata arrivata dal sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, che ha messo il dito nella piaga per la modesta partecipazione di operatori privati e rappresentanti politici  locali. Evidentemente la strada è ancora lunga: restiamo i campioni del mugugno, ma nel momento in cui si hanno occasioni di confronto e di apprendimento, evidentemente la voglia di applicarsi latita…

E’ il motivo per cui occorre cogliere l’invito a perseverare nell’organizzazione di questo evento, con l’obiettivo di riuscire a scalfire questo muro di gomma che porta i nostri colleghi a rinchiudersi nelle proprie aziende rifuggendo qualsiasi momento di coesione e confronto, che significa anche rinunciare alla propria crescita professionale ed imprenditoriale.

Una personale soddisfazione è stata quella della definitiva consacrazione dell’aeroporto di Nizza come aeroporto di riferimento per il nostro territorio, perché purtroppo ciò che è ovvio nella realtà, spesso lo è molto meno nella sfera politica. La prima volta in cui come Federalberghi invitammo le amministrazioni a definire un progetto per migliorare i collegamenti con lo scalo francese fu nel lontano 2001. Poi nel 2005, una volta entrato in amministrazione, sancimmo l’accordo con l’aeroporto nel corso di un incontro ufficiale… salvo che ci vollero due anni per reperire le risorse per aprire un nostro punto di accoglienza (poi subito chiuso la scorsa primavera) e solo ora sono arrivate le risorse per le navette. Nel mezzo una stucchevole e a tratti comica querelle politica sul dualismo fra gli aeroporti di Nizza e di Albenga: come se le infrastrutture si dovessero annullare l’una con l’altra e non integrare insieme. Bene, oggi sono davvero contento che, pur con 9 anni di ritardo, nel 2010 un progetto di accoglienza e trasporto dallo scalo di Nizza decollerà finalmente dandoci l’opportunità di ampliare sensibilmente il nostro bacino di prossimità.

Ora però mettiamoci in moto per reperire le risorse necessarie per attivare operazioni di co-marketing con le linee aeree che volano su Nizza finalizzate a promuovere la nostra destinazione sui bacini della domanda, perché viceversa il progetto resterà sempre zoppo e si svilupperà sempre al di sotto delle potenzialità.

Poi mi auguro che anche il progetto relativo al TGV vada avanti e trovi le corrette alleanze a livello governativo, perché l’unica soluzione a breve termine per il nostro cronico problema dei trasporti risiede in un collegamento più stretto con le infrastrutture della vicina Costa Azzurra. Naturalmente mi auguro anche che a medio termine questi collegamenti possano integrarsi con il raddoppio della linea ferroviaria ligure, con il collegamento ad alta capacità Genova-Milano e con il bypass autostradale di Genova…

Aggiornamenti.

Al Forum era invitato come relatore anche il direttore regionale di Trenitalia, che però non è mai arrivato. Lì per lì ironizzammo sul fatto che magari non avesse “trovato” un treno diretto da Genova a Sanremo, ma alla luce del nuovo orario invernale che ha di fatto cancellato i due Eurocity Milano – Nizza intestando i treni  a Ventimiglia, l’assenza appare quantomeno strategica. Così nel giro di 12 mesi le nostre ferrovie sono riuscite nel capolavoro di eliminare tutti e tre i treni diretti fra Nizza e la Riviera: non so come definire la cosa se non come un autentico sabotaggio degli interessi economici del nostro settore e del nostro territorio!

D’altro canto sul Secolo XIX di oggi apprendiamo che la nostra Riviera Trasporti si sta attivando per ottenere le autorizzazioni per gestire la navetta per l’aeroporto e avrebbe anche avviato contatti con le linee aeree che utilizzano lo scalo francese. Un suggerimento: estendere il collegamento anche al centro di Nizza, trasformando la navetta anche in linea turistica, senza precluderne la velocità di esercizio.